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Spalletti: “Osimhen e Icardi hanno il 9 come gruppo sanguigno. La differenza tra loro è che…”

Il tecnico bianconero alla vigilia del match del Tardini: “Niente ritiro, meglio concedere più riposo. Il mercato lo fa la società, io faccio un altro ruolo”

31 gennaio 2026 (modifica alle 15:57) – MILANO

“Kolo Muani? Vediamo le ultime ore, il club sta lavorando in maniera ininterrotta, aspettiamo. Se ci sarà la possibilità di migliorare qualcosa, lo faremo”. Dopo lo 0-0 di Monaco e in attesa dei rinforzi last minute, Luciano Spalletti si rimette sui pedali per proseguire la scalata in campionato. Domani c’è la tappa di Parma, un anno fa indigesta ai bianconeri del predecessore Igor Tudor. “A Montecarlo – continua l’allenatore bianconero – abbiamo fatto una prestazione normale e può capitare. Mi aspetto una reazione immediata, la normalità non basta nemmeno all’interno di una partita. Voglio rivedere una Juve che magari subisce qualche ripartenza perché vuol fare gol, ma non più tranquilla come l’altra sera. Io nella vita sono come gioca la squadra, dobbiamo andare sul muso a chi abbiamo davanti”. 

Riposo invisibile

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Spalletti si tuffa sul ciclo di ferro tra campionato, Coppa Italia e Champions con fiducia e un piano preciso tra riposi e… allenamenti invisibili. “Ci aspetta un periodo di partite ravvicinate – spiega il tecnico toscano – e dovremo trovare le soluzioni. A partire dal dare più riposo o allenamenti invisibili, che significa lasciare i ragazzi a casa ma con il pensiero attivo e la testa connessa. Aumentano le gare e io aggiungo del riposo: in ritiro si sprecano troppe energie e quindi avanti senza, mi fido totalmente dei miei ragazzi. Io stanco non lo sono, il ciclo di tutte partite è il mio mondo ed è bellissimo. Un pochino ossessionato lo sono, quello sì. Il ciclo di ferro non mi stanca, mi innervosisco soltanto solo se la mia squadra si adagia e si appiattisce”. 

Tornano i big

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Dalla Champions alla rincorsa al quarto posto, dalle rotazioni di Montecarlo al ritorno dei big domani al Tardini. Kenan Yildiz, Manuel Locatelli, Jonathan Davd e Andrea Cambiaso rientrano dal primo minuto, mentre Gleison Bremer potrebbe riposare a Parma. “Cambiaso – aggiunge Spalletti – si deve adeguare ai movimenti di Yildiz, che gli gioca davanti: se Kenan è largo, Andrea entra dentro e viceversa. Sono due che sanno giocare a calcio e si trovano molto bene insieme, loro non chiedono che si cambi la marca del pallone…”. Spalletti stravede per il numero dieci, che nei prossimi giorni firmerà il rinnovo fino al 2030, ed è convinto che possa diventare uno specialista anche dei calci piazzati, proprio come il suo mito Del Piero. “Sì, Yildiz può diventarlo. Il piede di Kenan è quello che mostra: si tratta solo di credersi a quel livello lì. Se è un alieno sa fare anche questo, altrimenti che extraterrestre sarebbe. Ne abbiamo anche atri e non soltanto per il Del Piero pensiero. Quel particolare lì a fine anno porta punti tra punizioni e palle inattive. Adzic? L’ho fatto giocare poco, ma gli vedo grandi qualità e una bella scocca, è un ragazzo che mi sta a cuore”. 

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Aspettando Osimhen

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Spalletti si concentra sul Parma, ma strizza l’occhio anche agli allievi Osimhen e Icardi, prossimi avversari in Champions col Galatasaray. “Osimhen e Icardi hanno il numero 9 come gruppo sanguigno, con loro due hai tutte le soluzioni: devi solo decidere come rientrare in casa, se citofonare o buttare giù la porta. Victor è devastante, Mauro è uno dei più grandi finalizzatori che ho avuto la fortuna di allenare. Il Galatasaray? È un po’ come entrare dentro un vortice che non si può evitare, bisogna attraversarlo. La partita e i duelli sono talmente una eccitazione che il pallone rischia di passare in secondo piano. Il Galatasaray è tosto, ma ci giocheremo la qualificazione alla pari. Adesso, però, è meglio pensare al Parma”.

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