McTominout: Scott non recupera dall’infortunio e salterà la sfida tra Napoli e Roma

È un sabato pomeriggio da caduta degli dei. Deve arrendersi anche lui: l’ultimo re di Scozia. Quasi un affronto, un ko, un’abdicazione. Nessuno si aspettava tanto dolore: McTominay non ce la fa, si porta le mani sugli occhi come se non volesse vedere la propria rinuncia, quando sono da poco passate le 14 di un pomeriggio piovoso e freddo. No, nulla da fare: niente Roma per Scott. Non vuole rischiare. Ed è la perdita di quello che era il più in forma, il più carismatico, il taumaturgico del gruppo: lui lo sa bene e avrebbe voluto giocare, magari andare in panchina ed entrare nella ripresa nel caso ce ne fosse bisogno. Ma il suo corpo glielo ha proibito, lo ha fermato.
APPROFONDIMENTI
Nessun recupero miracoloso: pensava che mai e poi mai una infiammazione del tendine del gluteo lo avrebbe potuto fermare visto che ci convive da quasi quattro mesi, ma pure il centrocampista bionico deve arrendersi. E per Conte sono altri guai, come se non già non bastassero quelli che ha. Sarà pure l’imperatore italiano dell’arte dell’arrangiarsi, ma pure Antonio si è stufato di questa situazione. È costretto a inseguire una formazione nuova ogni partita. E non per scelta tecnica, ma per scelta medica. Tristezza, per favore vai via. Qualcosa pure aveva immaginato, a dire il vero: non ha visto per cinque giorni McTominay allenarsi con la squadra e quindi un sospetto che potesse non farcela lo aveva accarezzato. Ma alla fine pure l’allenatore del quarto scudetto ha allargato le braccia, sconsolato. Rassegnato. Non sa neppure lui cos’altro può abbattersi sul suo Napoli.
SOLD OUT
Dunque, Undici in campo. Più cinquantamila sugli spalti, ovvero un altro sold-out in questa stagione di record di presenze. L’ennesimo pienone dopo quello con il Como. La formazione del Napoli è fatta. Negli undici ci sono reduci e gente arrangiata in ruoli non suoi, i cinquantamila sono gli spettatori del Maradona, ancora una volta praticamente sold-out. Napoli-Roma, d’un tratto, è diventata una specie di missione sacra. L’aura mistica ha circonfuso la squadra di Antonio Conte che si scopre orfana pure della stella che era certo fosse dotata di una potenza sovrannaturale. Macché. Mezzo Napoli deve andare all’assalto della Roma, per blindare per prima cosa il terzo posto e il piazzamento in Champions. Conte deve arrangiarsi, dunque. L’unica cosa che gli resta non è scegliere gli uomini, quanto piuttosto muoverli sullo scacchiere. Dunque, farà una specie di diga di centrocampo, nel modulo tattico: il solito 3-4-2-1 com Elmas che arretra sulla linea della mediana come con il Como. Ma in avanti né Giovane né Alisson ma Matteo Politano: visto che rientra, giusto rimetterlo al suo posto nel terzetto che non è un tridente ma può diventarlo, con Vergara e Hojlund.
LE SOLUZIONI
L’ultimo allenamento è in programma questa mattina a Castel Volturno alle 9,30 prima di trasferirsi nel “buon retiro” dell’Hotel Gli Dei a Pozzuoli. E sarà il momento per provare le ultime soluzioni: ma ieri, la traccia è stata già impostata. Perché a centrocampo tocca ancora a Gutierrez essere schierato “a piede invertito” sulla fascia destra con Spinazzola dalla parte opposta. In difesa, rientra Beukema (ultima da titolare con il Sassuolo, un mese fa). Cosa non di poco conto, ma anche in questo caso bisogna fare di necessità virtù dopo le perplessità di Conte nei confronti del difensore olandese. Ma tant’è: manca Juan Jesus e non c’è un piano B. Così come bisogna – gioco forza – dare fiducia a Buongiorno: l’uomo che nell’ultimo mese sembra una specie di Calimero, è chiamato al riscatto. Ma in questo caso, giusto così: dopo i 90 minuti di riposo con il Como, è il momento di scendere subito in campo. E di scuotersi. In ogni caso, in panchina si rivede uno degli infortunati cronici: Gilmour. La sua pubalgia, dopo quasi tre mesi, è alle spalle. Ha lavorato col gruppo negli ultimi giorni.


