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L’amata moglie Manuela e i quattro figli: la grande famiglia (spesso imperfetta) del Senatur e il suo rifugio di Gemonio

Cassano Magnago (Varese), 19 marzo 2026 – “Dopo una vita di battaglie, vissuta fino all’ultimo respiro con passione e fedeltà ai suoi ideali, oggi si è spento nell’abbraccio dei suoi cari”. Così Renzo Bossi ha reso omaggio al padre Umberto, morto oggi 19 marzo all’età di 84 anni. I valori della famiglia che nel momento dell’addio si riscoprono intatti. La moglie, Manuela Marrone, e i quattro figli Riccardo, Renzo, Eridano e Roberto. Il “buen retiro” di Gemonio, dove il fondatore del movimento lumbard si rifugiava dal “chiasso” della politica ora di Roma ora di Milano (altrettanto e in varia misura detestate).  

I figli  

Renzo, nato nel 1988, è il secondo dei quattro figli del Senatur: il più celebre e quello che ne ha maggiormente seguito le orme politiche. Il padre stesso, nel 2008 in risposta a chi gli chiedeva se fosse il suo “delfino”, lo soprannominò “Il Trota”. Fin da adolescente iniziò ad appassionarsi alla politica accompagnando il padre Umberto ai vari comizi e alle manifestazioni della Lega, da Pontida e alla cerimonia per la raccolta dell’acqua alla fonte del Po sul Monviso. Nel 2010 diventò il più giovane consigliere regionale mai eletto in Lombardia. 

Curiosamente riuscì a superare l’esame di maturità nel 2009, all’età di 21 anni, dopo essere stato respinto per tre volte. 

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Renzo e i guai con la giustizia

Nel 2012 è stato coinvolto nell’inchiesta giudiziaria sull’appropriazione indebita dei rimborsi elettorali della Lega Nord. Renzo rassegnò le dimissioni e diventò agricoltore. Nel 2019 la IV Corte d’appello di Milano dispose il non luogo a procedere in virtù della mancata querela presentata nei loro confronti da parte della vittima ovvero la Lega.

Sempre in quegli anni fu invece accusato di avere acquistato un titolo di studio presso l’Università Kristal di Tirana, in Albania, coi soldi pubblici della Lega.

Il leader della Lega Umberto Bossi, con la moglie Manuela Marrone e uno dei figli nella tribuna del pubblico del Senato nel 2006

Gli altri due figli e la seconda moglie Manuela

Renzo, come i fratelli Roberto Libertà (1990), che ha fatto parte dello staff del padre, ed Eridano Sirio (1995), è figlio di Manuela Marrone, seconda moglie di Bossi. I due si sposarono nel 1982. Marrone, siciliana classe 1953 a Catania, si trasferì a Milano quando era ancora giovane.

Prima di incontrare Umberto Bossi, lavorava come insegnante di scuola elementare. L’incontro con Bossi avviene nei primi anni ’80, un periodo caldo per la nascita del movimento che sarebbe poi diventato la Lega Nord.

Ritenuta una figura chiave nel sostegno e nella costruzione dell’immagine di Bossi. È conosciuta come una persona riservata, ma anche molto determinata e influente nelle scelte del marito. È nota anche per aver fondato la scuola Bosina di Varese, chiusa poi nel 2014.

Riccardo Bossi, primogenito del Senatur

La prima moglie Gigliola e i guai di Riccardo 

Ma prima di Manuela, Il 31 agosto 1975 Bossi si sposò con Gigliola Guidali, commessa di Gallarate e sua compagna da cinque anni, fino al 1982 quando la donna chiese la separazione. La coppia ebbe un figlio, Riccardo (1979), ex pilota di rally e assistente parlamentare di Francesco Speroni, noto per varie vicende giudiziarie e problemi personali. 

Umberto Bossi sulla sedia a rotelle dopo l’ictus ai funerali in Duomo di Berlusconi, nel giugno del 2023

La condanna per maltrattamenti alla madre 

Nel 2025 Riccardo subì una condanna a un anno e quattro mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali, per maltrattamenti in famiglia nei confronti della madre Gigliola. Pochi mesi prima invece era stato condannato per l’indebita percezione del reddito di cittadinanza. Ma già nel 2016 era stato condannato a un anno e otto mesi per appropriazione indebita aggravata per le presunte spese personali con i fondi del Carroccio

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