Tomba di Pamela Genini profanata, per l’ex fidanzato Francesco Dolci “intimidazione per mettere a tacere”

Secondo Francesco Dolci, ex fidanzato di Pamela Genini, ci sarebbe “un disegno criminoso” dietro la profanazione della tomba della 29enne uccisa da Gianluca Soncin nell’ottobre 2025. “Vogliono mettermi a tacere perché so troppe cose: molte le ho già dette agli inquirenti ma altre le devo ancora dire”, ha aggiunto. Francesco Dolci ritiene che ha profanare la tomba siano state più persone, “almeno 3 o 4”.
Francesco Dolci: “Intimidazione per mettere a tacere”
Francesco Dolci, ex fidanzato di Pamela Genini, è stato intervistato nel corso della trasmissione Ore 14, in onda su Rai2.
“So troppe cose, molte le ho già dette agli inquirenti ma ho ancora molto da dire per avere giustizia per Pamela“, ha detto.
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Poi ha aggiunto: “Dietro c’è un disegno criminoso, sono mesi che continuo a subire minacce, intimidazioni, aggressioni di varia natura da soggetti diversi per non farmi parlare”.
Francesco Dolci e la tomba di Pamela Genini profanata
Secondo Francesco Dolci, dunque, c’è un collegamento tra la profanazione della tomba di Pamela e le minacce che lui riceve.
“C’è un disegno criminoso dietro tutto questo”, ha detto più volte. Secondo lui sarebbero state più persone a compiere il macabro gesto.
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“Una persona sola di certo non può averlo fatto, anche solo per il peso della bara. Dovevano essere 3 o 4 persone per forza”, ha aggiunto.
Il collegamento tra la profanazione e le minacce
Dallo studio, il conduttore Milo Infante e gli ospiti hanno chiesto più volte a Francesco Dolci quale sia il collegamento tra le minacce alla sua persona e la profanazione della tomba di Pamela.
Milo Infante, tra l’altro, ha ricordato come l’autore del femminicidio di Pamela Genini, Gianluca Soncin, sia stato assicurato alla giustizia.
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“Ho tante altre cose da dire, lasciamo lavorare gli inquirenti, cercate i capire, la situazione non è facile. Sono stanco di mettere rischio la mia vita”, ha risposto Dolci.
Quali sono le intimidazioni ricevute
L’ex fidanzato di Pamela poi ha detto di essere stato costretto a cambiare casa, di aver subito violazione di domicilio, aggressioni e minacce.
“È un sistema volto a far tacere le persone che sanno, infatti c’erano altre persone che sapevano e che non parlano più”, ha aggiunto Francesco Dolci.
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“Ieri mentre preparavo col mio avvocato il comunicato stampa mi hanno forzato anche le cassette della posta: è una cosa quotidiana, tutti i giorni c’è questa cosa contro di me per mettermi a tacere”, ha ribadito.
Milo Infante poi ha chiesto se secondo lui la profanazione sia avvenuta per scopi economici ed estorsivi: “No, è qualcuno che vuol mettere a tacere, è un’intimidazione”, ha sottolineato ancora una volta.
La tomba di Pamela Genini profanata
La scoperta della profanazione è avvenuta lunedì 23 marzo, quando erano in corso le operazioni di traslazione della salma della 29enne dal loculo del cimitero di Strozza (in provincia di Bergamo) dove era stata tumulata temporaneamente, alla tomba di famiglia.
Erano presenti anche la madre, il compagno della donna, il fratello e il parroco ma ad accorgersi della profanazione è stato un operaio, che ha notato delle anomalie sul feretro.
Aprendo la bara alla di fronte ai carabinieri e al pm di turno, poi, è emerso che la salma di Pamela Genini era senza la testa, trafugata. I resti del cadavere sono stati portati all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo per essere sottoposti ad autopsia.
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