Sprint per l’Italia: Conte davanti, poi Mancini. Il sogno resta Guardiola

Il tecnico in uscita dal Napoli è il candidato forte, Roberto tornerebbe di corsa. Allegri e Gasp legati alla volata Champions con i loro club
Giornalista
20 maggio – 07:24 – MILANO
“La volontà è lasciare il garage”, disse l’ultima volta, prima di cambiare vita. Era il 2016, l’uomo al microfono era Antonio Conte e il garage la Nazionale, portata fino ai quarti dell’Europeo. Un garage metaforico, per dire al mondo che lui, Antonio, si sentiva un allenatore di club, con la necessità istintiva – quasi fisica – di vedere la squadra ogni maledetto martedì, e poi il mercoledì, e poi ancora il giovedì. Non ogni tre mesi per giocare la Nations. Sono passati dieci anni giusti, e ci risiamo. Conte ha fatto il giro largo, è andato e tornato due volte dall’Inghilterra come su un volo di linea. Chelsea, Inter, Tottenham, Napoli. Tremilaseicento giorni dopo, è pronto per tornare in Nazionale. Candidati alternativi? Beh, Roberto Mancini, che accetterebbe con piacere. Pep Guardiola per chi vuole sognare. Quanto ad Allegri e Gasperini, prima è il caso di capire che cosa accadrà con i loro club nella volata Champions.
Il voto del 22 giugno
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Il futuro della Nazionale è ancora da scrivere e le variabili non mancano ma Antonio Conte è un candidato forte. Parecchio passerà dalle elezioni federali del 22 giugno su cui molto si è scritto: i numeri a favore di Giovanni Malagò, il dibattito sull’ineleggibilità dopo l’esperienza da presidente del Coni, il testa a testa con Giancarlo Abete. Il fatto che il voto sul nuovo presidente federale arrivi a Mondiale iniziato, con le squadre quasi pronte alla nuova stagione, avrà un peso. Conte è disponibile, lo ha detto lui con l’aria risoluta delle grandi occasioni: “È giusto che il mio nome faccia parte della rosa dei candidati. Sono già stato sulla panchina della Nazionale, conosco l’ambiente”. Come dire: sono qui, fate voi.
Conte e l’Italia
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Conte esordirebbe il 25 settembre in Nations League contro il Belgio. Facce note: Romelu Lukaku, Kevin De Bruyne, anche Rudi Garcia che a Napoli non ricordano con piacere. A seguire, avrebbe Turchia-Italia, Francia-Italia e Italia-Turchia. Non quattro serate serene sul divano. La prima volta in azzurro, per lui, è andata bene: 25 partite giocate, 14 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte. Negli occhi, più di tutto, quella sua capacità di dare una forma all’acqua. L’Italia, dopo pochi allenamenti, era già una squadra di Conte: il 3-5-2, le giocate a memoria, le punte in verticale e i movimenti dei quinti. Se tornasse, Antonio riannoderebbe il filo con Euro 2016, in cui l’Italia vinse con Belgio e Svezia nel gruppo, eliminò la Spagna e perse con la Germania nei quarti. Più che una squadra era una famiglia, e questa sarebbe la sfida: ridare alla Nazionale il coraggio e un’anima solida di gruppo. L’Italia di Conte, con Macedonia e Bosnia, non si sarebbe sciolta.
Il piano Mancio
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Le alternative non mancano e Roberto Mancini è la prima, non fosse altro perché ha voglia di tornare e anche lui ha un passato azzurro. Un passato migliore, con l’Europeo vinto nel 2021 dopo aver portato un calcio nuovo: il gioco posizionale, il 3-2-5 in possesso, Insigne nel mezzo spazio e Spinazzola che si sovrappone. Il Mancio a giugno 2025 ha mandato un messaggio in bottiglia in un’intervista: “Tornerei, perché per un allenatore non c’è cosa più bella che guidare la Nazionale. Io ho vinto con i club, ma se vinci con l’Italia è un’altra cosa. E perché si tornerebbe sempre dove si è stati felici. Io a Coverciano stavo da dio, con tutti”. Mancini ha un contratto con l’Al Sadd, in Qatar, con cui ha appena vinto il titolo. Una bella esperienza, per carità, ma per le emozioni forti serve altro. A 61 anni, a 25 dal giorno in cui gli diedero le chiavi della Fiorentina, il ritorno in federazione sarebbe un ritorno a casa. Mancherebbe solo Luca Vialli… e hai detto nulla.
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Il sogno Guardiola
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In questi mesi di eterna campagna elettorale – una traversata nel deserto, il 22 giugno è lontano – si è ragionato su ipotesi alternative. Max Allegri che è un nome logico, Gian Piero Gasperini che ha fatto capire di essere affascinato dall’azzurro. La suggestione massima però è Pep Guardiola. Guardiola è pronto a chiudere col City, che lascerà a Enzo Maresca. È rimasto 10 anni, gli stessi dieci in cui Conte ha fatto avanti-indietro dall’Inghilterra, e ora è pronto per una nazionale. Ne prenderà una dopo il Mondiale o dopo l’Europeo 2028, secondo occasioni, istinto e voglia di riposare. Se qualcuno ha argomenti per convincerlo che l’Italia sia la soluzione migliore, prenda un albergo a Brescia e aspetti: prima o poi, Pep ripassa.
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