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Macciardi, ‘sul podio del San Carlo un direttore italiano’

Un direttore musicale italiano,
specialista del grande repertorio nazionale a partire dal
Settecento napoletano, un rafforzamento del ruolo di orchestra e
coro, maggiore apertura agli sponsor e un rilancio dell’identità
storica del Teatro di San Carlo. Sono le linee guida tracciate
dal sovrintendente Fulvio Macciardi, in un’intervista rilasciata
oggi al quotidiano “Il Mattino”, nella quale ribadisce la
disponibilità al dialogo con il sindaco Gaetano Manfredi,
presidente della Fondazione lirica.

   
“Sono un uomo di armonia – afferma Macciardi – e credo che il
San Carlo abbia bisogno della massima sintonia tra governance,
istituzioni e corpi artistici. Solo così si può lavorare davvero
nell’interesse del teatro”.

   
Macciardi conferma l’obiettivo di riportare sul podio un
direttore principale italiano: “Vorrei un superspecialista della
scuola italiana, capace di ripercorrere le grandi produzioni
nate per il San Carlo, dal ‘700 napoletano fino a Rossini,
Donizetti e Verdi, affiancando anche un repertorio mitteleuropeo
di forte impatto internazionale. L’attuale stagione, fino a
ottobre 2026, è stata programmata dalla precedente gestione,
mentre la prima stagione a mia firma sarà la 2026/2027, che
coinciderà con le celebrazioni per i 290 anni dalla fondazione
del teatro. Le idee sono molte e saranno chiaramente condivise
con il presidente e il consiglio di indirizzo, sottolinea.

   
Tra le priorità indicate, una maggiore centralità dei complessi
artistici interni. “In questi primi mesi di ascolto, orchestra,
coro e corpo di ballo mi hanno chiesto di lavorare di più. La
presenza di direttori di grande prestigio può rafforzare
l’attenzione internazionale. Non faccio nomi, prima vanno
firmati i contratti”.

   
Sul rapporto con il sindaco Manfredi, Macciardi dice: “Non
sono un uomo di muri o contrapposizioni. Sono un uomo di
armonia, Pronto al dialogo, attendo ancora un incontro”.

   
Il sovrintendente annuncia inoltre l’intenzione di rendere
omaggio al maestro Roberto De Simone, a un anno dalla scomparsa,
con iniziative al Memus e un evento dedicato in cartellone già
dalla prossima stagione. Attenzione anche alla presenza del
teatro sul territorio e alla produzione interna: “l San Carlo
deve tornare a essere più visibile in città, con manifestazioni
estive e musica diffusa. I laboratori di San Giovanni a Teduccio
vanno sviluppati: le produzioni dobbiamo saperle realizzare
noi”.

   
Infine, il capitolo risorse: “Il teatro ha buone performance
di biglietteria, ma bisogna rafforzare il fronte degli sponsor.

   
I fondi vanno cercati dove ci sono, anche a livello
internazionale. Il nostro patrimonio culturale è un biglietto da
visita straordinario”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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