Quanti punti servono per lo scudetto? Allegri dice 86-88 ma la storia e quest’Inter…

In conferenza stampa il tecnico del Milan ha fissato la quota per il titolo ma occhio all’armata di Chivu: se continuerà così, andrà oltre. Max dovrà evitare di ripetere il girone di ritorno del 2024, quando la sua Juve crollò
Giornalista
8 gennaio – 07:37 – MILANO
Cortomusisti di tutto il mondo, Max è tornato e ha portato la calcolatrice. Nell’aprile 2019, a Ferrara, venne elaborato il primo teorema di Allegri: “Basta mettere il musetto davanti, non bisogna vincere di 100. Corto muso. Quindi 84 punti, se il Napoli non le vince tutte, bastano e avanzano”. La Juve quel giorno aveva perso contro la Spal. Avrebbe chiuso a 90, più che sufficienti per non farsi rimontare da Sarri. Max ieri è tornato in conferenza, prima di Milan-Genoa, con lo spirito del bravo studente di matematica e ha fissato i traguardi per la stagione: “La quota Champions si è alzata a 74 punti. La quota scudetto invece credo sia a 86-88”. Proviamo a capire: perché ha detto così? E le addizioni sono corrette?
allegri, il milan e lo scudetto
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La frase più interessante, come sempre, è quella non esplicitata, letta tra le righe. Allegri ufficialmente ha ripetuto i soliti concetti (“Noi dobbiamo arrivare a marzo tra le prime quattro o attaccati”), ma fissando la quota scudetto ha fatto capire che la parola proibita, in realtà, è nella testa. Detto chiaro: tutti a Milanello sanno di essere in corsa per lo scudetto e sul calendario guardano le partite di Inter e Napoli, non di Roma, Juve e Como. Logico. Quanto ai conti, guardiamo il compito in classe di Allegri.
la quota scudetto
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L’Inter è a 42 punti dopo 18 partite e dovrà recuperare i 90 minuti contro il Lecce, rinviati per la Supercoppa italiana. Succederà mercoledì. Prima, domenica sera, avrà Inter-Napoli: una banale partitina di transizione… La proiezione attuale parla di un’Inter da 89 punti a fine campionato. Se vincesse la prossima, chiuderebbe le prime 19 giornate a 45 e porterebbe la proiezione a 90. Allegri insomma, con quella stima da 86-88 punti, è stato ottimista e ha un senso, perché l’Inter in primavera rischia di avere la Champions da gestire fino ad aprile-maggio. Il passato dice che più o meno ci siamo: negli ultimi 21 anni, da quando la A è a 20 squadre, la vincitrice dello scudetto ha fatto in media 88,6 punti e non è mai andata sotto 82.
la quota champions
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Per la quota Champions, il discorso si complica. Intanto, l’Italia ha qualificato 3 squadre fino al 2017, 4 squadre da quell’anno in poi, addirittura 5 nel 2024. Una variabile da considerare. Allegri fissa la quota a 74 con una punta di pessimismo, perché Roma e Juve, dopo 19 partite, sono quarta e quinta con 36. Se andassero al raddoppio, arriverebbero a 72. I dettagli ovviamente sono impossibili da prevedere – bastano un palo o un rimpallo… – ma, nel dubbio, meglio tenere d’occhio i progressi del Como, a 33 con una partita in meno. E la storia, che dice? Negli ultimi vent’anni, escludendo il 2005-06 segnato dalle penalizzazioni di Calciopoli, la quota Champions è stata a 71,1 punti. Il Milan è già a 38: non dovrebbe avere problemi ad arrivarci.
allegri nel ritorno
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La matematica, a questo punto, può scendere dal palco perché il calcio è storia di uomini, non di numeri. Un girone non è mai uguale all’altro. Allegri ha sicuramente nella testa la primavera 2024, quando la sua Juve nel girone di ritorno vinse solo 4 partite in 17 turni, prima del traumatico esonero post-Coppa Italia. All’andata, aveva fatto 46 punti, tantissimi. All’opposto nel 2015-16, con la Juve, cancellò la pessima partenza e al ritorno prese 52 punti, 13 più che nel girone d’andata. Li rifacesse questa volta, potrebbe già chiamare il Comune e dire che a maggio, in piazza Duomo, bisogna autorizzare il passaggio di un bus scoperto.
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