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Se un tubo esploso manda Roma in tilt. Il problema non è il guasto, ma la routine

2 febbraio 2026 | 22:17

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La vera questione non è quanto tempo servirà per riparare il tubo, ma quanto ancora la città potrà permettersi di funzionare solo finché nulla va storto

Roma, 2 febbraio 2026 – Se un tubo esploso basta ad allagare una delle arterie principali della città e a lasciare interi quartieri senz’acqua, allora il problema va oltre il guasto. È quanto accaduto a Roma Est, dove l’allagamento sulla Prenestina (leggi qui ) ha innescato una catena di effetti immediati: traffico in difficoltà, rubinetti a secco e un’interruzione del servizio idrico annunciata fino a tempo indeterminato, con i tecnici di Acea che hanno bisogno del tempo necessario per risolvere il problema.

Roma non è nuova a scene così. A prescindere dall’episodio isolato – che ha comunque una rilevanza non indifferente -, riguarda il modello. Una città enorme, stratificata, con reti spesso datate e stressate, dove basta un evento critico per far emergere un problema strutturale. Nel momento in cui scatta l’emergenza, la risposta si sposta sul piano logistico, sulle autobotti, sull’assistenza. È necessario, certo. Ma resta una gestione dell’urto, non della causa. Un tampone resta un tampone: serve a contenere, non a risolvere.

A raccontare la portata dei disagi sono anche le testimonianze raccolte da ilfaroonline.it tra i residenti della zona. In diversi supermercati e market di quartiere, spiegano, trovare bottiglie d’acqua è diventato impossibile già nelle prime ore dell’emergenza. “Ho preso l’ultima confezione rimasta, l’ho usata per lavarmi a pezzi”, racconta una residente. C’è chi riferisce di non essere riuscito a rifornirsi alle autobotti, tra file, spostamenti e informazioni frammentarie: “Sono tornato tardi dal lavoro, ormai era tutto finito”, ci dicono. Episodi che, messi insieme, restituiscono l’immagine concreta di una quotidianità improvvisamente stravolta, dove anche un gesto elementare come bere o lavarsi diventa un problema.

Il problema non è solo ciò che si è rotto, ma ciò che manca prima che si rompa. La vera questione, allora, non è quanto tempo servirà per riparare il tubo, ma quanto ancora la città potrà permettersi di funzionare solo finché nulla va storto.

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