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Carla MacLeod, il coraggio di non fermarsi: la lotta al tumore e il sogno olimpico con la Cechia

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“Sono solo un essere umano. E non è facile”. La frase pronunciata da Carla MacLeod al termine della sessione d’allenamento spiega bene qual è lo stato d’animo della donna e della campionessa che ai Giochi di Milano Cortina 2026 è giunta alla testa della Repubblica Ceca. A novembre scorso ha scoperto di avere un tumore al seno: è stata una mazzata ma quella diagnosi tremenda non l’ha distolta dal mondo dell’hockey femminile su ghiaccio di cui è un’icona. Quando pronunci il suo nome, devi farlo quasi sussurrando per il rispetto che si deve all’ex giocatrice canadese due volte oro olimpico.

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Oggi 43enne, nonostante abbia l’animo in subbuglio per colpa di quell’ospite sgradito che si porta dentro, è capace di tenere il doppio incarico di coach sia con la selezione continentale sia con la PWHL Ottawa Charge. “Sono così felice di essere qui – ha raccontato MacLeod ai media -. C’è stato un momento in cui non ero sicura di farcela. Quindi, essere qui e condividere questo con il mio staff e i miei giocatori è davvero speciale”.

Le Olimpiadi vissute (anche) da allenatrice le permettono di sognare ancora una volta a occhi aperti. E l’avventura in Italia potrebbe essere quella della consacrazione o della storica impresa per la sua squadra che nel 2022 ha conquistato una storica medaglia du bronzo ai Campionati del Mondo. Ci andò vicino anche l’anno successivo ma si fermò ai piedi del podio.

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La diagnosi di tumore: “Ci sono state tante lacrime”

Per lei, Milano-Cortina è speciale anche per questo. Ma c’è dell’altro dietro questa disciplina che l’ha aiutata a restare concentrata sulla vita quotidiana, a non lasciarsi sopraffare dalla paura e dall’incertezza, anche se i momenti difficili non sono mancati. La stessa MacLeod ne parla con grande lucidità. “È stato molto difficile. Ci sono state tante lacrime e tanta incertezza – ha aggiunto senza il timore di mostrare le proprie emozioni -. Nessuno può sentirsi tranquillo dopo aver saputo che ha un tumore. Sono solo un essere umano, ma sono fortunata perché sono circondata da persone meravigliose”.

La ‘sua’ Repubblica Ceca è inserita nel Gruppo A assieme a Svizzera, Finlandia e Canada. La sfida qui in Italia è appena all’inizio e MacLeod ha in testa solo una cosa: spingersi il più avanti possibile, contro ogni pronostico. “La famiglia e gli amici sono la cosa più importante – ha concluso parlando alla stampa -, ma questo mondo dell’hockey mi ha dato amore puro. Non è facile, ma non sono sola. E non ho alcuna intenzione di lasciarmi consumare da pensieri negativi perché voglio godermi tutto fino in fondo”. Il futuro è oggi

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