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J. D. Vance a Milano, la giornata del vicepresidente Usa tra lusso e diplomazia: corteo da 45 auto, quattro piani «bloccati» in hotel e il tifo per l’hockey

di
Cesare Giuzzi

Il vicepresidente americano venerdì 6 febbraio incontrerà la premier Meloni. L’arrivo a Malpensa con moglie e figli, poi la partita. Curiosi e passanti tenuti a distanza: ogni suo movimento avviene con una nuvola di guardie del corpo

Fuori dal cerimoniale dei Giochi, l’incontro di oggi alle 13 nel palazzo della prefettura con la premier Giorgia Meloni sarà l’appuntamento politico più «caldo» in una trasferta milanese che allo sport unirà soprattutto geopolitica e diplomazia. I dossier sul tavolo sono tanti: dal fronte del Medio Oriente all’Ucraina, passando per i delicati rapporti economici tra Usa ed Europa.

Se gli occhi del mondo sono su Milano, quelli di Milano — almeno sul fronte della sicurezza — sono tutti sul vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, sbarcato dall’Air Force Two ieri mattina a Malpensa insieme a Second Lady e figli. E preceduto giusto di mezz’ora dal segretario di Stato Marco Rubio. A scortare il vicepresidente un corteo di 45 tra auto e van. Trenta quelli che invece hanno accompagnato Rubio. Mezzi dedicati al contingente di stretta sicurezza presidenziale: oltre 300 persone, tra agenti in divisa (in assetto da guerra) e uomini dei Servizi segreti. Prima una tappa all’hotel Sheraton di Gallarate dove il vice di Donald Trump ha incontrato la squadra di hockey. Poi poco prima delle 13, l’arrivo al lussuoso Hotel Gallia affacciato sulla stazione Centrale di Milano. 

Un albergo trasformato in un quartier generale del governo di Washington con quattro piani interamente riservati. Ad accogliere Vance, la moglie Usha e i figli, l’ambasciatore Bruno Antonio Pasquino, capo del Cerimoniale diplomatico della Repubblica, l’ambasciatore americano in Italia Tilman J. Fertitta e il console Douglas Benning. Fuori, tra le piazze Duca d’Aosta e 4 Novembre, curiosi e pendolari con i cellulari in mano tenuti a debita distanza da transenne e polizia. Quasi impossibile scorgere il vicepresidente avvolto da una nuvola di guardie del corpo. Stessa scena di pomeriggio, quando Vance e famiglia sono usciti per andare all’Arena Santa Giulia per l’esordio olimpico della nazionale femminile Usa di hockey contro la Repubblica Ceca.

Il vicepresidente americano, in giacchetta sportiva con il suo nome sul petto e la bandiera a stelle e strisce su una spalla, è arrivato in tribuna d’onore tra gli applausi alla fine del primo tempo proprio quando la squadra americana ha segnato il primo gol. In braccio la figlia più piccola Mirabel, accanto la moglie (avvolta in un pile bianco) e i due maggiori Ewan e Vivek. Basso profilo, solo qualche foto nei rari momenti di pausa, ma tifo piuttosto scatenato con tanto di «campanacci» in mano ai figli. Tra i cordoni degli agenti della polizia, è sbucato anche Marco Rubio (con sotto la giacca un maglione con la bandiera americana) insieme alla moglie Jeanette Dousdebes Rubio e alla figlia Amanda. La festa s’è chiusa con il trionfo per 5 a 1 delle atlete americane. E forse, benché il favore dei pronostici fosse tutto per gli Usa, ha portato bene il dono a Vance e famiglia delle divise personalizzate regalate durante l’incontro mattutino a Gallarate.

Poi il ritorno e il trasferimento alla cena di gala organizzata dal Cio alla Fabbrica del Vapore e il saluto del presidente Sergio Mattarella. Stasera la grande sfilata a San Siro, con il giallo sul protocollo. Il presidente francese Emmanuel Macron (giovedì sera le indiscrezioni su un forfait), secondo indiscrezioni, non avrebbe gradito il posto assegnato proprio accanto a JD Vance. Per evitare incidenti diplomatici, il vice di Trump potrebbe essere fatto accomodare vicino agli esponenti locali di Salt Lake City.

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5 febbraio 2026 ( modifica il 6 febbraio 2026 | 16:19)

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