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Como, il sogno continua: elimina il Napoli ai rigori e sfiderà l’Inter in semifinale

Al Maradona è necessaria una lunga serie di rigori in cui segna anche Milinkovic-Savic, ma l’errore decisivo è di Lobotka: Butez eroe della serata dopo l’1-1 dei 90′ in cui avevano segnato Baturina e Vergara

Il biglietto della Lotteria, quello dei rigori, lo sventola Cesc Fabregas: sarà Como-Inter la doppia semifinale di Coppa Italia, con l’8-7 del Maradona. Quarant’anni dopo, il Como va in semifinale, Conte resta con la bacheca senza la Coppa Italia, in una serata interminabile: Da Cunha segna e Politano lo imita; Douvikas lo fa di giustezza, Lukaku lo manda fuori; Baturina resta freddo (e fa il secondo della serata) e Spinazzola è glaciale; Perrone viene stregato da Milinkovic-Savic e Alisson Santos è gelido nella sua prima al Maradona; Smolcic va all’angolino con perfezione chirurgica ed Elmas fa il suo; Diego Carlos non si imbarazza e Milinkovic Savic bissa la “prodezza” già fatta con il Cagliari; Vojvoda sa come si fa e Gutierrez anche; Kempf chirurgico e Lobotka no, frenato da Butez. Sipario su una gara equilibrata, in un’ora e mezza che un po’ è appartenuta al Napoli e un po’ al Como, prima che dagli undici metri arrivasse la sentenza storica per una squadra che sta stupendo.

RITOCCHINO Per provarci (eccome), Conte – che non ha McTominay oltre ai soliti noti – ne cambia cinque rispetto al sabato di Marassi e Fabregas, il señor del Como, per stupire, va con Caqueret – un centrocampista – quasi da falso nueve (con Nico Paz al fianco), tiene Douvikas e Morata in panchina e palleggia. Mazzocchi per Giovane (8′) e Nico Paz (9′) è la risposta di una partita subito vibrante, su ritmi consistenti, con due squadre che “vanno a prendersi” altissime e non si risparmiano. Tra correnti di pensiero assai diverse, il Napoli per evitare la furia del pressing (su Lobotka) salta il centrocampo, va da esterno a esterno, e per un sembra riesca ad anestetizzare il Como, che quasi (27′) da angolo si fa gol da solo con Smolcic. Ma quando il campo si allarga, e succede, Valle (33′) mette ansia a Juan Jesus, provvidenziale, e quando il Como esce dalla fase di studio, la partita cambia: Perrone va con quaranta metri di lancio da Valle che sfonda a sinistra e la sistema in mezzo, Smolcic davanti a Milinkovic viene abbattuto da Olivera e Baturina (39′) fa 0-1. Chapeau, direbbero senza retorica gli amanti del calcio di qualità.  

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CHE BELLO! E chapeau al Napoli, all’alba del secondo tempo: palleggio delizioso, Hojlund apre la difesa del Como e dentro ci butta Vergara che lo rifà ancora, terzo gol consecutivo nel suo stadio ed è 1-1. Manganiello fa infuriare il Maradona quando risparmia un secondo giallo a Ramon e la sfida diventa incandescente. Kempf per Ramon è la mossa che Fabregas ritiene giustamente indispensabile: fatta (con Douvikas per Caqueret, così da avere un attaccante) e pericolo azzerato. Il Napoli battezza la corsia di sinistra per tentare con Olivera, ci va sistematicamente, il Como ha varie opzioni ma si spegne sotto le secchiate d’acqua che vengono giù, soffre il dinamismo di Elmas e poi la freschezza dei cambi del Napoli (Spinazzola, Alisson Santos e Politano per Olivera, Giovane e Mazzocchi). Due volte (due) il Como viene salvato intorno al 65′ con Paz sulla linea e a seguire da Sergi Roberto in un mischione da brividi e Fabregas interviene (Da Cunha e Jesus Rordiguez per Sergi Roberto e Addai) perché vuole evitare ulteriori sofferenze. Con Lukaku per Hojlund e Gutierrez per Vergara, Conte infila fisico e agilità e mette la tende nella trequarti del Como che però (84′) con Vojvoda intravede la semifinale, negatagli dai riflessi di Milinkovic-Savic mentre a Spinazzola, un istante dopo, gliela sbarra Keimpf. Il resto è Como in festa.

Coppa italia, napoli-como

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Si torna in campo per i quarti di finale di Coppa Italia: Conte sfida Fabregas, in palio la semifinale con l’Inter. Per gli azzurri, soprattutto dopo l’uscita dalla Champions, la Coppa Italia è un obiettivo. Il Napoli arriva alla sfida dopo aver eliminato agli ottavi il Cagliari ai calci di rigore. Il Como arriva invece alla sfida dopo aver battuto la Fiorentina per 3-1. L’1 novembre la squadra di Fabregas era uscita dal Maradona indenne:  con uno 0-0 che aveva lasciato molti rimpianti visto l’errore di Morata dal dischetto con la parata di Milinkovic Savic.

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