Brignone e la doppietta leggendaria: “Il boato della gente e ora sono nella storia”

La nostra campionessa rivive le emozioni di questi giorni trionfali: “Dopo il primo oro sono uscita dai social, continuavano a postare le immagini del mio incidente. La mia vita cambierà? Io sono questa e così resterò”
16 febbraio – 00:18 – CORTINA
Che cosa vuol dire vincere due ori olimpici in un colpo solo? Entrare dalla storia alla leggenda nel breve volgere di tre giorni? Federica Brignone è appena scesa dal podio del gigante e dà subito la risposta. “È un sogno inimmaginabile – dice la più vincente sciatrice italiana di tutti i tempi, ora consacrata dalla doppietta delle meraviglie -. Sono venuta a questi Giochi piena di dubbi, di dolori e quasi zero allenamento. Eppure è successo tutto questo”.
Fede, dopo quello in superG un altro capolavoro… “Sì. Ma questo lo è ancora di più. Giovedì nessuno se lo aspettava. Io stessa non avevo aspettative. Ma dopo l’oro in superG, qualche domanda in più me la sono fatta e un po’ di stress si è fatto vivo. Già il gigante è la disciplina dove c’è più stress, lo sappiamo bene. Tanto per cominciare ci sono due manche. E poi la luce che viene meno, la partenza con il numero 30, tutti che ti aspettano perché sei stata la più veloce nella prima manche. Perciò quando tagli il traguardo e senti il boato della gente… Io lì mi sono girata e mi son detta: “Ti prego, ti prego”. Sì, è stato incredibile”.
In pista è sembrata di una serenità disarmante. E poi così leggera…
“Lo sono. Infatti è per questo che sono qui con un altro oro. Per me è stata una vera sorpresa. Ho cercato solo di essere tranquilla, di godermi ogni momento. Non ho mai sentito la pressione. Per me era importante già solo esserci. Ed è stata la chiave del mio successo. Probabilmente se fossi arrivata a quest’Olimpiade come un anno fa ai Mondiali, con l’idea di essere performante, di puntare al grande risultato, avrei fatto molta più fatica. Ma mi sono stupita anch’io di come sono riuscita a gestire mentalmente tutto questo”.
In tre giorni è arrivato qualcosa che aveva inseguito per tutta la carriera.
«Ripeto, la tranquillità è stata il mio segreto. Non dico che non mi interessasse il risultato. Mi sono fatta un mazzo tanto per dieci mesi… Ma il mio focus principale era sulla mia presenza qui».
Dopo il superG aveva detto che aveva bisogno di ricaricare le energie nervose. È stato difficile?
“Sì, non è stato proprio semplice dopo un’emozione come quella. E adesso poi… non ne parliamo, mi sa che mi aspetta una settimana di corto circuito”.
Federica Brignone
Ha vinto due Coppe generali
Nata a Milano il 14 luglio 1990, è cresciuta a La Salle (Aosta). In carriera vanta 2 Coppe del Mondo generali (37 successi, 85 podi).
Che effetto le ha fatto l’inchino di Hector e Stjernesund all’arrivo?
“Ero in un momento di incredulità, qualcosa di folle… Diciamo che mi sono sentita un pochino a disagio. Ma naturalmente è stato un gesto molto bello. Con loro ho un ottimo rapporto, c’è un grande rispetto tra di noi. Già quando ero stata a Soelden all’inizio della stagione, ancora infortunata, per assistere alla prima gara di Coppa del Mondo, sia loro sia le altre ragazze mi avevano trasmesso un’energia commovente. Quel giorno ho sentito che tutto questo mi mancava tanto, troppo. E ho detto: voglio tornare a essere un’atleta”.
Che cosa le ha detto Davide (il fratello allenatore, ndr) prima della gara?
“La prima manche non aveva praticamente una curva e lui mi ha detto di pensare solo a stare chiusa e cercare di essere in anticipo, per tenere alta la velocità. Mi ha detto di stare morbida sugli sci, perché con questa neve facile, primaverile, non devi mettere forza, non devi calcare. Nella seconda c’era un po’ più di curva, ma la sostanza non cambiava più di tanto”.
Oltre a Tomba e Brignone, altri sei italiani hanno vinto due ori nella stessa edizione dei Giochi invernali: Eugenio Monti e Luciano De Paolis; Manuela Di Centa; Enrico Fabris; Giorgio Di Centa; Francesca Lollobrigida
Come ha gestito l’attesa tra le due manche?
“Ho cercato di mangiare qualcosa, ho lavorato un po’ con il fisioterapista, ho guardato il biathlon maschile in tv, ho ascoltato un po’ di musica, ho cercato di rivisualizzare la manche. Soprattutto ho cercato di tenere fuori tutti i pensieri che non erano utili per quel momento, anche se non è stato facile. Infatti a un certo punto mi son detta: “Mamma mia, son troppo tesa”. Ma una volta in partenza mi sono un po’ calmata”.
E in gara cosa ha pensato?
“Mah… lì sei in un altro stato, in un altro mondo, sei in uno stato di massima concentrazione, di allerta”.
“Innanzitutto voglio condividere questa gioia con la mia squadra, con le persone che hanno lavorato per tutto questo. Il programma per i giorni a venire invece prevede di andare al J Medical, vedere come vanno le cose. Poi deciderò cosa fare. Fin qui io ho tenuto duro, ho preso antinfiammatori tutti i giorni, ma d’ora in poi basta. O la mia gamba regge, e riesco a sciare più o meno senza dover disinfiammare ogni volta la gamba, oppure… Perché è tosta, credetemi”.
Ha mai rivisto le immagini dell’incidente?
“No. No e non le vorrei mai vedere. E spero che nessuno posti più fotografie. Dopo l’oro in superG, sono stata taggata ovunque sui social con le immagini di quel giorno. A un certo punto ho scagliato il telefono e non ho guardato i social per tre giorni”.
Riesce ad avere la percezione della dimensione che ha raggiunto nella storia dello sport italiano? Questi due ori cambiano il suo status, non crede?
“Non dovrebbero, perché quello che avevo raggiunto prima di questi Giochi per me era già l’apice. Però l’Olimpiade, mediaticamente, è qualcosa di veramente grande, lo so. Io voglio vivere la mia vita normale, con gli amici, non mi interessano i riflettori. Anche i soldi non mi interessano, sono proprio l’ultima cosa a cui guardo”.
Ma ora la sua vita un po’ cambierà, è inevitabile.
“Nel caso scapperò… No, la mia vita non cambia. Né oggi né mai. Io sono questa e resterò questa”.
Cosa pensa dei risultati dell’Italia in questi Giochi?
“Stiamo facendo bene, siamo cresciuti in tutti gli sport. Ci sono stati investimenti importanti e si vede, abbiamo una squadra fantastica. Avere i Giochi in casa consente di investire, ma da anni siamo forti in tanti sport. Spero che non finisca qui”.
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