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Allegri: “Il litigio Pulisic-Leao? Può capitare. Le punte devono svegliarsi”

Il tecnico rossonero alla vigilia del Torino: “Rafa può fare sia la prima che la seconda punta. Con Tare parliamo tutti i giorni, anche della prossima stagione”

La sconfitta di Roma contro la Lazio fa parte del passato come… la lotta scudetto. Almeno per il momento. Massimiliano Allegri ha utilizzato la conferenza della vigilia di Milan-Torino per far sintonizzare la squadra sulla rincorsa alla partecipazione alla prossima Champions e sulla necessità di entrare tra le prime quattro in campionato. “Il contraccolpo psicologico dopo il ko contro la Lazio non ci deve essere – ha detto – perché abbiamo commesso errori da non ripetere e abbiamo sbagliato dei gol che non dovevamo sbagliare. Contro il Torino serve una gara difensivamente più solida. All’Olimpico abbiamo preso 9 ripartenze in 45′: nelle precedenti giornate non era mai successo neppure in 90′ di prenderne così tante. La prestazione di Roma è figlia della prova contro la Cremonese quando avevamo concesso molto. Serve più attenzione. Sabato sera l’Inter pensava di aver perso 2 punti e invece rispetto a noi ne ha guadagnato uno. La corsa scudetto è finita? L’Inter ha il destino nelle sue mani, come noi lo abbiamo nella corsa alla qualificazione alla prossima Champions. Ma finché non avremo i punti necessari ad essere matematicamente tra le prime quattro, dovremo dare il massimo. I 60 punti attuali non bastano per arrivare in Champions e ne servono altre”.

PACE – Dopo le tensioni tra Leao e Pulisic all’Olimpico, i due hanno fatto pace: “Dopo una lite c’è sempre una pace. Sono cose che succedono nel calcio… Ora bisogna pensare a una partita importante e difficile perché il Torino con D’Aversa ha ottenuto ottimi risultati. Affronteremo un’ottima formazione, con ottimi giocatori. Bisogna essere concentrati sulla partita di domani. Cosa ho detto a Rafa per calmarlo quando l’ho sostituito a Roma? ‘Non ti ha visto se no te la dava’. Nel calcio per passare la palla devi vedere quello smarcato e Pulisic non gliel’ha data perché non lo ha visto. È capitato anche altre volte. La differenza nel calcio è la scelta nell’ultimo passaggio”. Poi sul perché Leao e Pulisic finora non hanno reso al massimo insieme: “Hanno avuto degli infortuni. Uno (Leao, ndr) ha fatto una bella preparazione, ma poi ha avuto un problema. L’altro ha avuto un infortunio con la nazionale. Adesso però ci sono due mesi determinanti ed è importante che entrambi facciano bene. Loro come Fullkrug e Nkunku. Tutte le punte devono svegliarsi. Serve precisione sotto porta e attenzione nelle conclusioni. Rafa è in grado di fare sia la prima sia la seconda punta. Basta vedere gli attacchi alla profondità che ha fatto domenica e a Cremona per capire che può essere un 9. Quando si apre a sinistra, si sente a suo agio, ma se non gli arriva la palla, va fuori dalla partita”.

ARBITRI – Annunciato che domani Gimenez tornerà tra i convocati, non poteva mancare una domanda sugli arbitri: “Sono bravi e lasciamoli arbitrare. La linea è sottile tra l’intervento e il non intervento del Var con l’arbitro. È anche una questione di intesa tra di loro. Gli arbitri, lo ripeto, sono bravi e ultimamente hanno fatto delle belle ultime gare, stanno andando meglio: Guida nel nostro incontro è andato bene e ha lasciato correre perché il calcio è un gioco maschio, di contatto. Molti arbitri sono giovani e hanno bisogno di fare esperienza. Non sono più scarsi degli altri”.

MODRIC E FUTURO – Capitolo Modric, con il croato che ieri ha “prestato” il suo Pallone d’oro al museo rossonero: “Luka ha portato le sue qualità a livello tecnico perché è un campione, ma ha dato tanto anche a livello umano. Quest’ultime sono doti importanti per i giovani. Vedere un uomo di 40 anni che lavora e si impegna come lui è incredibile, crea entusiasmo e positività nell’ambiente. Quante speranze ho che rimanga il prossimo anno? Non ho parlato con Luka, lo fanno i dirigenti e la società. Dipende da lui e adesso ha una stagione da finire e un Mondiale da giocare. Lasciamolo divertirsi qui al Milan e poi vedremo dopo questi due mesi” . Poi sulla costruzione della rosa della prossima stagione: “Dopo il derby ho pranzato con Furlani, ma con Tare ci vediamo tutti i giorni e parliamo delle dinamiche della squadra, su dove mettere mano in futuro. Non abbiamo ancora parlato di programmazione futura e lo faremo tutti insieme”.

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RACCOMANDAZIONI – Sentendolo parlare, la sensazione però è che Max pensi molto più al presente che al 2026-27: “La classifica cosa dice? Bisogna guardare davanti, ma anche dietro perché il calcio è meraviglioso, ma l’equilibrio è fondamentale. Per questo ripeto che è indispensabile rimanere concentrati sull’obiettivo: a Roma non abbiamo fatto un passettino in avanti verso la Champions e ora serve una partita ordinata e compatta contro il Torino per conquistare i tre punti e salire a 63. Non sarà facile. Si può giocare molto meglio di come facciamo noi? Abbiamo fatto 60 punti perché ha lavorato da squadra. Abbiamo avuto infortuni là davanti e siamo stati bravi a tenere botta. Contro la Lazio negli ultimi 25 metri abbiamo commesso molti errori tecnici e nel secondo tempo siamo stati imprecisi al tiro. C’è bisogno di tutti ora: bisogna mettere a disposizione del gruppo gli obiettivi dei singoli. Contro il Torino serve una buona partita”. Infine una riflessione sulle differenze tra il calcio italiano, in crisi nelle coppe europee, e quello delle altre nazioni. Con Max che ha dato una raccomandazione: “Il nostro calcio ha delle caratteristiche e non c’entra la velocità del passaggio. Quella dipende dai giocatori, se sono più o meno bravi. In Europa il ritmo è più alto perché o vinci o perdi. In Italia, in campionato, il gioco ristagna di più perché c’è più tattica, ma noi non dobbiamo scimmiottare altri Paesi che hanno una cultura diversa. Piuttosto bisogna sistemare i settori giovanili e trovare una formula diversa tirando fuori i numeri e poi, di conseguenza, fare delle riforme. Bisogna fare, e non parlare. Tanti bambini che giocano a calcio smettono presto: questo ci deve fare riflettere. Molti vanno a giocare a tennis e Binaghi è stato bravo. Bisogna stare attenti e fare delle riforme per sviluppare il settore giovanile come in Belgio e in Inghilterra”.

la partita

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Milan-Torino è l’anticipo del sabato pomeriggio valido per la trentesima giornata di campionato. Si gioca allo stadio Meazza alle ore 18. Milan secondo in classifica a quota 60 punti, a -8 dall’Inter capolista e a +1 dal Napoli che insegue. Torino quattordicesimo a quota 33.

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