Scoperta shock in Italia: Prima la modella viene uccisa e poi la sua bara profanata e suo cadavere mutilato | blue News

Pamela Genini è stata uccisa in ottobre.
IMAGO/Independent Photo Agency Int.
Cinque mesi dopo la morte violenta di Pamela Genini, la sua famiglia ha subito un altro duro colpo. Durante la prevista risepoltura della 29enne al cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, i dipendenti hanno scoperto che la bara era stata profanata e il corpo mutilato.
Hai fretta? blue News riassume per te
- Durante la prevista risepoltura di Pamela Genini, i dipendenti del cimitero di Strozza, in provincia di Bergamo, hanno scoperto che la bara era stata aperta e la testa della 29enne tagliata e rubata.
- La Procura di Bergamo sta indagando sulla profanazione della salma e sul furto della testa, ma non sono ancora stati effettuati arresti.
- Pamela Genini era stata uccisa a Milano nell’ottobre del 2025 dal suo ex compagno, che da allora è in carcere per stalking e omicidio.
La tragica morte di Pamela Genini, che nell’ottobre del 2025 aveva scosso l’Italia intera, torna a far parlare di sé per un altro fatto cruento.
La 29enne era stata uccisa dal suo compagno con più di 30 coltellate nel suo appartamento di Milano dopo una rottura. Poco prima aveva scritto a una sua amica: «Ho paura, è pazzo. Non so cosa fare».
È quindi stata chiamata la polizia, ma quando gli agenti sono arrivati sul posto hanno solo potuto sentire le urla della modella dal balcone. Ma per lei era già troppo tardi: è morta dissanguata.
Da allora l’uomo è in stato di fermo per stalking e omicidio.
Shock durante la riesumazione della bara
La giovane era stata poi sepolta il 24 ottobre 2025 nel cimitero di Strozza, nella provincia di Bergamo.
Ma le sofferenze della famiglia non finiscono qui. I parenti hanno in seguito chiesto di spostare il corpo di Pamela nella cappella di famiglia, ma quando l’addetto al cimitero ha riesumato la sua bara ha fatto una scoperta raccapricciante: le viti erano infatti state allentate.
E, una volta aperta, è stata rivelata la portata del crimine: il corpo era stato mutilato, la testa tagliata e rubata.
«È un’atrocità disumana», ha dichiarato la madre della giovane donna ai media italiani.
Indagini in corso, ma ancora nessun arresto
La Procura di Bergamo ha aperto un’inchiesta. Secondo il portale «L’Unione Sarda» , i reati ipotizzati sono profanazione di cadavere e sottrazione di testa ai sensi dell’art. 411 del Codice penale, punibile con la reclusione da due a sette anni. Le pene sono ancora più elevate per i reati commessi in un cimitero.
L’avvocato della famiglia, Nicodemo Gentile, ha spiegato che i primi accertamenti hanno portato a individuare diversi responsabili. Finora non ci sono stati né arresti né indicazioni di richieste di riscatto. Non si può escludere che dietro il delitto ci sia un’ossessione patologica per Pamela Genini.




