“Violentata da un ragazzo conosciuto su Tinder”, denuncia choc di una diciottenne americana

Abusata sessualmente da un ragazzo conosciuto poco prima sull’app per incontri Tinder. È la denuncia presentata questa mattina da una turista americana di 18 anni che, prima di essere accompagnata in ospedale come previsto dal codice rosa, ha raccontato ai poliziotti di essere stata violentata da un giovane all’interno di una struttura ricettiva che si trova tra l’Arenella e l’Acqusanta in cui si trovava con un’amica anche lei straniera, con la quale nei giorni scorsi aveva visitato altre città italiane.
Il primo intervento è stato fatto dagli agenti dell’Ufficio prevenzione generale della questura intorno alle 6, dopo una telefonata arrivata al 112 in cui una ragazza chiedeva aiuto per quello che, in un primo momento, sembrava un furto subito all’interno del b&b. Al loro arrivo, però, i poliziotti hanno ascoltato il racconto delle ragazze che hanno riferito sconvolte di quanto sarebbe accaduto poco prima.
Le giovani, infatti, hanno detto di essere intervenute nella stanza in cui si trovava la turista americana dopo averla sentita urlare. Insieme a lei c’era un ragazzo, verosimilmente palermitano, che la diciottenne, secondo quanto ricostruito fin qui, aveva conosciuto poche ore prima attraverso l’app di incontri che funziona con la geolocalizzazione degli utenti, dopo aver trascorso la serata in una discoteca del centro città.
L’americana, per quanto confusa e sotto choc, avrebbe riferito di aver incontrato quel ragazzo con cui, almeno inizialmente, aveva scambiato quattro chiacchiere. Non è chiaro se i due si fossero già scambiati qualche effusione o avessero consumato un rapporto sessuale, ma la turista ha raccontato di essere stata violentata con forza dal giovane che sarebbe scappato solo a causa dell’intervento dell’altra coinquilina.
La turista diciottenne è stata soccorsa dai sanitari del 118 e portata al Policlinico, dov’è stata sottoposta agli esami previsti dal protocollo del Codice rosa per accertare segni di violenza o altro che possa confermare il racconto. Dopo la nomina di un avvocato, sono stati informati il consolato degli Stati Uniti e il personale della Scientifica per effettuare i rilievi alla ricerca di tracce biologiche o altro riconducibile al ricercato.
Dopo il primo intervento il caso è passato agli investigatori della squadra mobile ai quali la presunta vittima ha consegnato il proprio smartphone, in maniera tale da consentire alla polizia di risalire al profilo Tinder del giovane scappato all’alba dalla struttura ricettiva. Non appena possibile, una volta dimessa dall’ospedale, la diciottenne dovrebbe fare rientro con il primo volo disponibile per raggiungere la propria famiglia in America.



