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Maltempo, Foggia in emergenza: allarme dighe, paesi isolati. Nuova allerta rossa. Treni in ripresa

Giornata da incubo per la Puglia, in particolare per buona parte della provincia di Foggia. L’allerta rossa della Protezione civile valida già dalle 14 di ieri sta mettendo in ginocchio il nord della Puglia, sia per la difficoltà dei colleamenti con strade e linee ferroviarie inondate dall’acqua, sia per le esondazioni di fiumi, torrenti e dighe. La diga di Occhito, al confine tra Puglia e Molise, è passata da 107 milioni di metri cubi ai 176.460.920 di stamattina. “Se dovesse continuare a piovere così per altri due giorni – ha detto timoroso il sindaco di Carlantino, Graziano Coscia – potrebbe esserci la piena”.

Ondata di maltempo,a Foggia auto in panne sulla statale 16 allagata e vigili del fuoco con i gommoni

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Nuova allerta rossa

La Protezione civile ha emanato due nuovi bollettini di allerta. Bollino rosso per tre zone di Puglia nel primo, scattato alle 14 di oggi e valido fino a mezzanotte. Si tratta del Tavoliere e dei bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle, assieme al sub-appennino dauno (in allerta rossa già da ieri) e del basso Fortore. Allo scadere della prima, partirà il secondo bollettino, valido fino alle 16 di domani: in questo caso solo il basso Fortore (provincia di Foggia) resterà da bollino rosso. Per tutte le altre zone di Puglia resta l’arancione, tranne che per Salento, Puglia Centrale Adriatica e Bradanica, che tornano al giallo.

Le dighe

La situazione della diga di Occhito è monitorata da ieri costantemente dai tavoli tecnici che si stanno svolgendo in prefettura ed è in uno stato di preallerta per rischio idraulico. “Siamo quasi del tutto isolati come paese – ha continuato il primo cittadino – C’è un’importante frana lungo la provinciale che collega il nostro comune alla parte pugliese, quindi a valle del Foggiano. Per ora è attivo un unico senso di marcia, ma presto con le piogge battenti la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare. Chiuso il tratto della provinciale per Celenza Valfortore, comune a pochi chilometri di distanza. C’è una frana in pieno centro abitato, già segnalata un mese fa e che ha richiesto lo sgombero di due famiglie, per la quale sono in corso dei lavori, ma che si sta allargando a causa delle piogge. Ci sono allagamenti in case, scantinati e box. Parte della cittadinanza ieri è stata senza corrente elettrica per qualche ora e disagi si sono registrati sulla rete della fibra ottica. Una situazione preoccupante per il mio comune”.

Due immagini dell’emergenza in provincia di Foggia 

I treni

Prosegue, intanto, il monitoraggio della circolazione ferroviaria: sulla linea Pescara-Foggia, precedentemente sospesa, la circolazione ferroviaria riprenderà gradualmente tra Porto di Vasto e Fossacesia a partire dalle 14. La riattivazione è stata possibile grazie all’intervento dei tecnici di RFI che hanno ripristinato la piena efficienza infrastrutturale. La circolazione riprenderà comunque con rallentamenti precauzionali, dunque potranno registrarsi ritardi, cancellazioni e variazioni. Nel frattempo è stata riattivata anche la circolazione sulla linea Foggia-Caserta, con possibili rallentamenti. Nel corso del pomeriggio sono previsti sei treni Alta Velocità e sei Intercity sulla linea Adriatica.

Gli interventi

La prima mattinata è stata complicata anche per i vigili del fuoco, impegnati nel soccorso di oltre 50 automobilisti e una quarantina di persone che sono state portate in salvo da masserie e casolari di campagna, anche con gommoni e battelli pneumatici, dopo l’esondazione del torrente Cervaro. Tantissimi interventi anche per strade, abitazioni e scantinati allagati. La situazione più preoccupante resta quella di borgata Incoronata, ad una decina di chilometri da Foggia, dove è straripato il Cervaro. Per oggi è prevista allerta rossa per rischio idraulico nel Basso Fortore, nel Foggiano.

Foggia

In provincia di Foggia è chiusa da ieri sera la strada provinciale 126 dal bivio di Celle di San Vito che collega il più piccolo comune della Puglia alla piana. “Da ieri sera si è reso necessario la chiusura della strada per una frana che si sta allargando – ha spiegato la sindaca Palma Maria Giannini – Siamo sostanzialmente isolati, ma per ora fortunatamente non si registrano emergenze”. Chiusa da questa mattina la strada per Faeto, tra i comuni più alti della Puglia con i suoi 820 metri sul livello del mare, dal bivio di Celle San Vito.

In campo anche la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo: “Ho seguito personalmente, recandomi sul posto, l’evoluzione della situazione per tutta la giornata di ieri e la notte, in costante contatto con la Protezione civile, la polizia locale e i volontari. La macchina dei soccorsi ha funzionato. Siamo intervenuti tempestivamente, abbiamo messo in sicurezza le famiglie colpite e non abbiamo lasciato sola Borgo Incoronata. Il centro operativo comunale resterà operativo finché la situazione lo richiederà. In queste ore, le istituzioni hanno fatto quadrato e dimostrato grande capacità sinergiche”.

Il vescovo: “Persone accolte in parrocchia”

“Purtroppo l’acqua comporta anche conseguenze, quando piove tanto. Siamo dispiaciuti per quanto accade nelle borgate, nelle campagne, speriamo che il problema si risolva rapidamente. Ieri alla parrocchia dell’Incoronata abbiamo anche noi accolto alcune persone che hanno dovuto abbandonare la casa e pare che già oggi possano rientrare”. Lo ha detto l’arcivescovo di Foggia-Bovino, monsignor Giorgio Ferretti. “La mia solidarietà a tutti coloro che in questi giorni stanno soffrendo”.

Stato di calamità

Il presidente della provincia di Foggia, Giuseppe Nobiletti, ha firmato la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale per il territorio della provincia di Foggia. “L’ho depositata alla Regione Puglia e al presidente del Consiglio dei ministri. Questo è un atto di rivendicazione per la fotografia concreta di quello che sta succedendo in questi giorni sul nostro territorio, un dissesto idrogeologico di un territorio fragile e di quello che si ripete ogni volta che arriva una allerta seria”, scrive sui social Nobiletti.

“Attualmente 15 strade sono chiuse o parzialmente inagibili con ponti, attraversamenti e tratti ceduti o allagati dal Gargano ai Monti Dauni, dal Tavoliere al Fortore. Voglio che sia chiaro a tutti: a Roma, a Bari, a chiunque ha responsabilità di governo”.

La strada impraticabile che circonda la pineta San Francesco 

Bari

Tanto traffico, tamponamenti e incidenti per le strade della città ormai in buona parte allagate dopo tante ore di pioggia. A San Girolamo sempre a causa della pioggia battente è crollato il muro perimetrale di una palazzina in via Respighi. Non ci sono stati feriti e non ci sarebbero pericoli per i residenti. La strada della pineta San Francesco è completamente allagata, così come lo svincolo che dalla tangenziale/statale 16 porta in via Caldarola, al quartiere Japigia.

Il muro crolla in via Respighi a San Girolamo 

La circolazione sulla strada statale 96, poco fuori città continua a essere fortemente rallentata a causa della frana di fango di ieri, all’altezza di Palo del Colle con code in direzione Bari che arrivano fino a 8-10 chilometri.

Nella tarda mattinata un grosso albero è crollato a Carbonara. Il pino, caduto all’interno del perimetro del nido, ha travolto il muro di cinta finendo sulla strada attigua tirando giù anche i cavi della rete elettrica. Nella caduta non ha causato feriti. Sono intervenuti i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la zona.

Il pino caduto a Carbonara 

A Molfetta: la pioggia si è infiltrata anche del duomo di San Corrado. All’interno della chiesa i parrocchiani hanno provato a “salvare il salvabile” con bacinelle, stracci e asciugami di fortuna. “Oggi accanto al suo busto di San Corrado c’è pure un secchio”, sorride una donna dai capelli bianchi mentre è china sul pavimento e con un canovaccio raccoglie l’acqua. “Purtroppo la pioggia persistente non ci ha risparmiato”, dice con un velo di amarezza don Pasquale Rubini, il parroco. “In passato sono stati eseguiti dei lavori sul tetto ma hanno solo tamponato il problema, senza risolverlo in modo strutturale”.

Secchi nel duomo di Molfetta per raccogliere l’acqua piovuta dal tetto 

Lecce

Il torrente Asso, principale corso d’acqua naturale della provincia, lungo circa 26 chilometri, è tracimato questa mattina nella zona dell’inghiottitoio naturale della vora Manieri. L’acqua ha invaso le campagne circostanti, tra Nardò e Copertino. La zona ospita un canale deviatore che bypassa il centro cittadino al fine di proteggerlo. Ora, però, a preoccupare molto i residenti e i proprietari di aziende sono le condizioni del recapito finale delle acque dell’Asso, la voragine del Parlatano o “Vora delle Colucce”, la cui griglia di protezione è totalmente occlusa da rifiuti in plastica, bidoni e residui derivanti da coltivazioni intensive.

L’acqua del torrente Asso che ha invaso le campagne 

Taranto

Sempre per rischio idraulico oggi resta valida l’allerta arancione per i bacini del Lato e del Lenne, nel Tarantino.

Campi allagati e raccolti a rischio: l’allarme nelle campagne di Canosa invase dall’acqua

Barletta-Andria-Trani

Nel Nord Barese e nella provincia Bat, invece, il fiume Ofanto è in piena: le acque stanno raggiungendo il livello di guardia e il Comune di Canosa ha disposto la chiusura delle strade limitrofe all’antico Ponte romano e quelle secondarie che dal paese conducono alla frazione di Loconia. Sotto osservazione ci sono anche i canali di scolo che costeggiano l’ipogeo Bagnoli e il ponte della strada provinciale 2. A lavoro, oltre ai tecnici comunali e agli agenti della polizia locale, ci sono i volontari dell’Oer che sono a disposizione dei residenti della zona.

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