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Check di bordo: la guida aggiornata per essere in regola con le nuove disposizioni

Archiviato il letargo invernale per molti diportisti è arrivato il momento più atteso: tornare a navigare. Che si tratti di un varo o di preparare la barca per la bella stagione, c’è però un passaggio obbligato prima di lasciare gli ormeggi: il check di bordo. Non solo carena e motore, ma anche dotazioni di sicurezza e soprattutto documenti. Per evitare dimenticanze ecco un promemoria delle principali scadenze che dovete controllare per essere in regola quando si torna in barca.

Regola numero uno: occhio alle “raccomandazioni”. Le dotazioni di sicurezza hanno scadenze che possono derivare sia dalla legge, sia dal costruttore. La (pessima) novità è che con le recenti modifiche normative anche le indicazioni del fabbricante, definite “raccomandazioni”, sono diventate obbligatorie. Ulteriori lacci per il diportista, già tartassato dalla burocrazia. Resta valido comunque un principio generale: qualsiasi dotazione che presenti deterioramenti o difetti tali da comprometterne l’efficienza deve essere sostituita indipendentemente dalla scadenza. Attenzione anche alle date: i tempi decorrono dalla produzione non dall’acquisto. Anche se la tentazione di mollare gli ormeggi al primo sole è forte, bisogna ricordare che una verifica accurata di scadenze e documenti è parte integrante della sicurezza in mare. E oggi, con le regole che trasformano in obblighi le indicazioni dei produttori, trascurare una “raccomandazione” può significare essere fuori norma. Con il rischio di salate sanzioni.

Assicurazione: obbligo (quasi) per tutti

L’assicurazione della responsabilità civile (Rc) è obbligatoria per tutte le unità da diporto escluse quelle a remi o a vela senza motore ausiliario. L’obbligo riguarda anche:

  • i motori fuoribordo (copre l’unità dove è installato)
  • i motori ausiliari di emergenza, anche se non utilizzati

I massimali minimi sono fissati per legge:

  • 6.450.000 euro per danni alle persone
  • 1.300.000 euro per danni alle cose

Certificato e contrassegno assicurativo vanno tenuti a bordo (anche non esposti). La durata delle polizze è solitamente annuale.

Bandiera estera: occhio al fisco

Chi ha una barca con bandiera estera ed è residente in Italia deve dichiararla nel quadro RW del modello Redditi. Non si paga alcuna imposta, è un obbligo di monitoraggio fiscale. Le sanzioni per l’omissione possono essere pesanti: dal 3 al 15 per cento del valore non dichiarato (raddoppiate per Paesi in “black list”).

Bussola: evitare le influenze

La tabella delle deviazioni deve essere aggiornata in caso di modifica degli apparati di bordo o a seguito di cambiamenti strutturali che producano differenziali magnetici. È anche un fattore di sicurezza: basta un grado di errore sulla bussola per mandare fuori rotta di circa 1 miglio ogni 60 miglia percorse.

Kit pronto soccorso: controlli “a pezzi”

La cassetta di pronto soccorso non ha una scadenza unica, vanno controllati i singoli componenti. Generalmente i più critici sono liquidi e disinfettanti, che di solito durano 2-3 anni.

Certificato di sicurezza: non aspettare

È il documento che attesta l’idoneità alla navigazione e va rinnovato ogni 5 anni. La prima validità è più lunga:
8 anni per le unità di categoria A o B (o senza limiti dalla costa)
10 anni per le unità di categoria C o D (o entro 6 miglia dalla costa)
Attenzione: se scaduto da oltre 6 mesi non è possibile il rinnovo ordinario. Si passa a una procedura più onerosa: la visita di convalida (o rinnovo straordinario).

Epirb: no al fai-da-te

Per la radioboa satellitare la scadenza principale riguarda la batteria: va cambiata ogni 4 anni o dopo l’utilizzo. La sostituzione deve essere effettuata da centri autorizzati (“shore-based maintenance”) che verificano l’integrità, la tenuta stagna e la potenza del segnale rilasciando un certificato. Se l’Epirb è collegato a un sistema di sgancio idrostatico, questo in genere va sostituito ogni 2 anni.

Estintori: prevale il buon senso

Per gli estintori la normativa non prevede una scadenza fissa: devono essere omologati, in buone condizioni e, se dotati di manometro, con la lancetta sul verde. In pratica però una revisione ogni 4-5 anni è fortemente consigliata, salvo diverse disposizioni del costruttore.

Giubbotto di salvataggio: occhio agli autogonfiabili

Revisioni e scadenze dei giubbotti di salvataggio sono indicate dalle “raccomandazioni” del fabbricante. In genere per quelli autogonfiabili è prevista la revisione ogni 2 anni e la sostituzione dell’attivatore automatico ogni 5 (se del tipo Hammar, idrostatico, la scadenza può essere più breve). La durata massima indicativa è invece di 10 anni. I giubbotti rigidi (a stola) sono esenti da revisione; la durata massima è 10-15 anni.

Licenza di Navigazione: no problem

Questo documento non ha scadenza. Va rinnovata quando cambiano le caratteristiche principali dello scafo, il motore (entrobordo), l’abilitazione alla navigazione o l’ufficio di iscrizione.

Patente: tempi dimezzati per gli agé

La validità della patente nautica è di 10 anni dalla data di rilascio o di convalida. La durata è ridotta a 5 anni per chi al momento del rilascio o della convalida ha compiuto 60 anni. Se scaduta può essere rinnovata anche in ritardo, la validità parte dalla convalida. La scadenza delle patenti di categoria C (direzione nautica) o D2 (abilitazione speciale) può essere limitata a seguito di prescrizioni mediche.

Radio Vhf: licenze sì, certificati no

La licenza di esercizio Rtf ha una validità di 10 anni salvo modifiche dell’apparato ricetrasmittente o cambio di proprietario. Il certificato limitato di radiotelefonista (patentino Rtf) e il certificato Gmdss “Short Range Certificate” non hanno scadenza.

Razzi e segnali: il ritiro è gratuito

I dispositivi pirotecnici (razzi, fuochi a mano e boette fumogene) durano 4 anni; la data è indicata sulla confezione. Dello smaltimento se ne occupa il Cogepir attraverso la rete dei rivenditori con il metodo “1 contro 1”: si riconsegna il prodotto scaduto quando si acquista il nuovo. È possibile riconsegnare anche solo i prodotti scaduti, ma bisogna prima contattare il Cogepir (www.cogepir.it/contatti) per essere indirizzati ai rivenditori dedicati.

Zattera di salvataggio: doppio check

Per la zattera è prevista una revisione ordinaria ogni 2 anni e una prova idraulica delle bombole almeno ogni 5. Le zattere costiere (navigazione entro le 12 miglia) vanno revisionate dopo 3 anni dall’acquisto e poi ogni 2 anni. Anche per queste è necessaria una prova idraulica delle bombole ogni 5 anni. I controlli devono essere effettuati solo presso strutture autorizzate.

Fabrizio Coccia

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