Vomito, tremori e battaglia sotto la pioggia: Sinner-Medvedev, si riparte. In campo alle 15

Prima dell’interruzione del match per il maltempo, il numero 1 al mondo nel secondo set contro il russo ha dovuto combattere anche contro i conati, forse per la fatica, forse per un malessere. Si ricomincia al termine della semifinale del doppio Bolelli/Vavassori-Harrison/Skupski
Giornalista
16 maggio 2026 (modifica alle 15:09) – ROMA
Potrebbe succedere di peggio, potrebbe piovere. Pensieri sparsi nella mente dei tifosi sul Centrale dopo che Jannik Sinner aveva perso il secondo set contro Daniil Medvedev nella seconda semifinale di giornata. Complicata, bagnata, ritardata, e infine rimandata a oggi (non prima delle 15) con Sinner sull’1-1 e in vantaggio 4-2 al terzo. Ma procediamo con ordine. È stata una giornata difficile per il Foro Italico, con acquazzoni e grandine nel pomeriggio che avevano lasciato spazio al sereno e qualche raggio di sole intorno alle 18, proprio in tempo per far terminare il (breve) match di Luciano Darderi e lasciar entrare Jannik Sinner per la sfida contro Medvedev verso le 19.15.
partenza sprint
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Un match che sembrava destinato a durare secondo la media del periodo, non più di un’ora e mezza, soprattutto dopo che il Cavaliere Nero era entrato in campo con il piglio di chi voleva fare veloce veloce e andare a letto presto. E così è stato per un set, il primo. In cui Sinner è stato implacabile. Break in apertura, 2-0 in otto minuti, 3-0 in 10, avanti di un doppio break. Daniil la prende con filosofia, va a sedersi all’angolo, e provoca il box, occupato da coach Thomas Johansson e dalla moglie, imperturbabili: “Sono 3-0, quindi… Cosa faccio?”. Niente. Perché decide Jannik che dopo 32 minuti di gioco va a sedersi sul 6-2.
conati
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Il tempo tiene, ma il destino ha voglia di divertirsi e mescolare un po’ le carte. E così riparte nel secondo set con uno Jannik meno chirurgico che addirittura concede un break, il secondo del torneo. Sembra solo un piccolo passaggio a vuoto ma Medvedev riprende morale, Sinner non trova la mira, finisce che si trova 3-0 e va a sedersi imbronciato e preoccupato al cambio campo. Nel 5° game il russo lo costringe a uno scambio lunghissimo da cui Sinner esce con una palla corta di rovescio ma è sulle gambe. Si dirige nell’angolo del campo più nascosto, accanto alle telecamere e vomita, forse per la fatica, forse per un malessere. Nonostante la difficoltà, riesce a tornare in pari, 3-2 e servizio, poi 3-3. Nel cambio campo sul 4-3 diventa chiaro che qualcosa non va, tra smorfie di dolore e conati di vomito. La mano destra di Sinner trema vistosamente, prova a bere dei sali ma fatica a deglutire. I conati tornano, ma la testa tiene. Sa bene, Jannik, che sarebbe troppo rischioso portare la partita al terzo set. Mamma Siglinde nel frattempo se ne va, divorata dall’ansia, e lascia solo papà Hanspeter a soffrire, seduto sullo stesso seggiolino della tribuna dove nei giorni scorsi c’era soltanto spazio per l’esultanza. Sul 6-5 per Daniil, Jannik finisce sotto 0-30 e annulla un set point, ma un rovescio in rete concede un’altra occasione al russo. Estrae dal cilindro un ace per annullarla. C’è un terzo set point. E stavolta il russo chiude con un vincente di rovescio portandosi a casa il secondo set. È tutto da rifare, con un Sinner che scuote la testa nell’intervallo, incredulo o forse rassegnato. Prende degli integratori, torna in campo con l’espressione un po’ così, ma la spinta del Centrale lo rianima più di qualunque vitamina: nel terzo game, un capolavoro in risposta, il n.1 si prende il servizio di Medvedev e con un “Vamos!” urlato a pieni polmoni sputa fuori frustrazione e fatica. Il suo box scatta in piedi come il resto dei diecimila nello stadio che riprendono vigore, tornando a cantare ancora più forte. La fidanzata Laila torna a sorridere, il fratello Mark a respirare. Quando è il momento di consolidare, da 40-0 Medvedev si porta 40-30, ma con un passante a denti strettissimi, il n.1 conferma il 3-1. Pugno alzato, come allo stadio, in un’atmosfera che nonostante l’umidità e il freddo della sera, si fa rovente.
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lo stop
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Sinner ritrova il battito, riprende colore e ha la possibilità di andare 4-1 con un doppio break ma Meddy gliela nega. Al cambio campo, il numero 1 chiama un medical time out per farsi massaggiare la gamba destra. Prende il succo di cetriolini, la salamoia, e il russo si lamenta con l’arbitro Tourte («Non ci si può far trattare per i crampi»). Ma chi l’ha detto che è un crampo? E infatti l’arbitro spiega al Medvedev irritato che si tratta di un problema muscolare. Torna in campo, inizia a piovere sul 4-2, Medvedev annulla due palle del doppio break e deve servire per il 4-3 quando inizia e piovere che dio la manda. Sinner si ferma, troppo pericoloso: “Non si può giocare, le righe sono scivolose”, dice alla signora Tourte. Gioco sospeso. Una prima volta fino alle 22.15, poi alle 22.45. Poi buonanotte. Ci si rivede oggi.
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