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Le notizie sul conflitto tra Israele-Usa e Iran di martedì 30 giugno

Pizzaballa: Gaza è un disastro, i bimbi vengono aggrediti dai topi

«Gaza è un disastro», «una delle piaghe più presenti in questo momento sono i topi, che mordono. Mordono soprattutto i bambini e Gaza è piena di bambini, si vedono ovunque ma, anziché andare a scuola, giocano, sporchi, accanto alle fogne». Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, in un dialogo con il direttore di Limes Lucio Caracciolo, ha raccontato della sua visita nella Striscia, il 22 e il 23 giugno scorso, con il patriarca greco ortodosso Teofilo III. «Le città sono rase al suolo, livellate, azzerate. Rafah non esiste più. Ciò che a me colpisce di più è il fatto di viaggiare su strade fortuite, in mezzo alle tende, alle fognature. Qui vive la gente di Gaza. Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori», ha proseguito Pizzaballa, al quale lunedì scorso gli è stato consegnato a Bergamo il Premio per il dialogo e la pace dalla rivista Limes.

​Nei giorni scorsi l’Onu dopo una lunga indagine ha dichiarato che l’esercito israeliano «sta prendendo deliberatamente di mira e uccidendo i bambini palestinesi nella Striscia, cancellando la loro infanzia» al punto da compromettere «la stessa capacità di esistere e di determinare il proprio futuro». La Commissione indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite, ha scritto nel report che lo Stato ebraico «ha continuato a commettere un genocidio a Gaza», approfittando del fragile cessate il fuoco in vigore dal 10 ottobre 2025.

Un rapporto naturalmente contestato da Tel Aviv. 

​«Anche dopo la tregua, i bambini palestinesi continuano ad essere uccisi», ha spiegato Srinivasan Muralidhar, giurista indiano e presidente della Commissione. Stando alle evidenze raccolte sul campo, l’Idf ha assassinato i minori a Gaza sparando con armi di precisione, droni inclusi, nel corso degli attacchi contro edifici residenziali, scuole e campi profughi sovraffollati.

Dall’inizio delle ostilità, secondo dati del ministero della Salute di Hamas considerati attendibili dall’Onu, sono oltre 21.000 i bambini assassinati, su oltre 40.000 minori uccisi, «parte di una strategia per distruggere la continuità biologica» dei gazawi. 

Secondo il rapporto, sia nella Striscia che in Cisgiordania, bambini e adolescenti sono stati «arrestati, torturati e maltrattati nelle carceri e nei centri di detenzione israeliani», dove hanno subito «episodi di violenza sessuale e di genere».

Un’escalation senza limiti, in cui i militari dello Stato ebraico hanno trascinato anche i neonati. Il team delle Nazioni Unite, infatti, ha denunciato che «i reparti ospedalieri di neonatologia e maternità» sono finiti nel mirino dei raid dell’Idf, colpevole dell’aumento degli aborti spontanei e delle malformazioni genitali, con effetti duraturi sulla «continuità della popolazione». 

Lo scorso settembre la stessa Commissione (organismo indipendente istituita dal Consiglio per i Diritti Umani Onu nel 2022) aveva spiegato che i soldati di Israele avevano commesso «quattro dei cinque atti genocidari» sanciti dalla Convenzione sul genocidio del 1948, ossia «uccisione di membri del gruppo, grave lesione dell’integrità fisica o mentale di membri del gruppo, imposizione di condizioni tali da provocare la distruzione fisica totale o parziale e misure volte a impedire le nascite all’interno del gruppo».

E anche se le armi dovessero tacere a Gaza e in Cisgiordania, secondo Muralidhar «i bambini palestinesi non si riprenderanno dall’oggi al domani», perché «la distruzione della loro salute, della loro istruzione e del loro sviluppo è irreversibile».

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