L’anti-predestinato Jan-Lennard Struff sfida Sinner a Wimbledon: “Non bisogna mai arrendersi”

Jannik Sinner ai quarti di finale di Wimbledon sfiderà Jan-Lennard Struff, uno di quel tipo di atleti che raccontano una parte meno spettacolare ma molto concreta del tennis professionistico: quella fatta di pazienza, infortuni, rientri, lavoro fisico e risultati arrivati tardi. Tedesco, classe 1990, è un tennista potente, aggressivo, costruito su servizio, diritto e ricerca del punto rapido. Ma chi è Jan-Lennard Struff? Non è mai stato tra i volti più mediatici del circuito, ma negli anni si è ritagliato uno spazio di rilievo proprio grazie alla capacità di restare competitivo, di adattarsi e di continuare a lavorare anche quando la carriera sembrava non offrirgli più grandi salti in avanti.
Chi è Jan-Lennard Struff: tutto, tranne che un predestinato
Il suo percorso è molto diverso da quello dei predestinati. Struff non è esploso giovanissimo e non ha avuto una crescita lineare. Lo ha raccontato lui stesso in un’intervista all’ATP, dove ha raccontato di essersi sviluppato tardi, anche dal punto di vista fisico, e di non essere stato subito tra i migliori della sua generazione. “Sono sempre stato un giocatore che si è sviluppato più tardi”.
Questa maturazione tardiva ha avuto anche (e soprattutto) una componente fisica. Struff ha raccontato di essere cresciuto molto in altezza in un periodo relativamente breve, un cambiamento che ha inciso sul suo gioco e gli ha permesso di sviluppare armi più adatte al tennis moderno. La sua carriera, però, non si è definita soltanto attraverso la forza. A renderlo interessante è soprattutto la sua resistenza e affrontare momenti i difficili e continuare a credere nella possibilità di raggiungere risultati importanti.
I problemi fisici del 2023
Uno dei passaggi più complicati è arrivato nel 2023, quando un problema all’anca ha interrotto una delle fasi migliori della sua carriera. Struff era salito fino al numero 21 del mondo e stava vivendo un momento di grande fiducia, poi l’infortunio lo ha costretto a fermarsi, a saltare Wimbledon e una parte importante della stagione. All’ATP ha raccontato così quel periodo: “L’infortunio non era di poco conto, quindi è stata dura. Ero al settimo cielo e poi sono tornato subito con i piedi per terra”.
Il recupero non è stato immediato. In un’intervista rilasciata a MAGAZIN, Struff ha spiegato che dopo alcune settimane di stop sentiva ancora il problema anche nei gesti quotidiani, perfino nel piegarsi per mettere calze e scarpe. Da lì è iniziato un lavoro più prudente e strutturato, fatto di palestra, valutazioni giorno per giorno e attenzione a non forzare troppo presto. “Si procede giorno per giorno, con molto lavoro quotidiano in palestra, tutto organizzato e concordato, con il desiderio di tornare il prima possibile ma anche con la consapevolezza che serve cautela”.
Il ritorno e l’opportunità di rinviata personale a Wimbledon 2026
Il risultato più significativo di questo percorso è arrivato proprio in questi giorni a Wimbledon, dove Struff ha raggiunto per la prima volta in carriera i quarti di finale in uno Slam. Lo ha fatto a 36 anni, diventando il più anziano dell’Era Open a centrare per la prima volta questo traguardo in un Major. Dopo il successo contro Hubert Hurkacz, arrivato in rimonta da due set sotto prima del ritiro del polacco nel quinto set, Struff ha sintetizzato tutto con una frase semplice: “È semplicemente incredibile, direi. 36 anni… Quarto turno per la prima volta. Quarti di finale di un Grande Slam per la prima volta. Non bisogna mai arrendersi”. E non a caso, a 36 anni, è diventato l’uomo più anziano a raggiungere per la prima volta i quarti di finale di un torneo del Grande Slam in singolare nell’era Open.




