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Mondiali 2026 | L’Argentina soffre con la Svizzera, ma vince 3-1: due gol ai supplementari, il sigillo di Lautaro. Sarà semifinale con l’Inghilterra, che ha battuto la Norvegia 1-2 con doppietta di Bellingham

Inghilterra, ai remi c’è Bellingham

(Carlos Passerini, inviato a Miami) «You’re my Wonderwall» cantano i tifosi inglesi impazziti di gioia sotto il cielo della Florida, dopo che Bellingham ha appena segnato la rete che piega la Norvegia e vale la semifinale. Chissà se il «Muro delle Meraviglie» resisterà fino all’ultimo, fino alla finale di New York di domenica prossima, consentendo alla Nazionale dei Tre Leoni di riportare finalmente a casa la coppa che manca da sessant’anni. Una cosa è certa: con un Jude così, alla seconda doppietta consecutiva dopo quella al Messico, per sei centri complessivi in questo Mondiale che lo consacrano definitivamente, tutto è possibile. 

Nelle serate in cui manca Kane, a secco e deludente come l’altro grande atteso Haaland, è ancora Jude a salvare l’Inghilterra. L’Uragano stavolta non si scatena e a fine partite corre ad abbracciare il compagno. Erling, in panchina dopo la sostituzione nei minuti finali, si chiude gli occhi: il ghigno stavolta è amaro. Nato a Leeds, poteva giocare dall’altra parte. Ma ha scelto la Norvegia e, dopo averla trascinata fin qui, dove non era mai arrivata nella sua storia, si deve arrendere. A testa alta, altissima. Lo pensano anche i tifosi scandinavi, che festeggiano comunque con la Viking Row, la remata collettiva, una scena ormai cult del torneo. Giusto così. Questa squadra può segnare un’epoca, ha tutto per farlo.

«Abbiamo una missione da compiere» aveva messo in chiaro il c.t. Tuchel, arringando non solo i suoi giocatori ma l’Inghilterra intera. Tanto che il premier uscente Starmer da giorni sta pensando al 24 luglio come giorno di festa in caso di successo Mondiale, alla faccia della scaramanzia. Per provare a continuare il viaggio on the road attraverso gli States, nessuno stravolgimento tattico: Kane centravanti con Bellingham alle sue spalle, la sorpresa è l’assenza di Saka per Madueke. Anche Solbakken mescola le carte con giudizio per «la partita più importante della storia del Paese»: Haaland al centro, il fedelissimo Sorloth a destra, Schjelderup a sinistra. Mossa azzeccata.

Per tutta la giornata, la remata vichinga aveva catturato l’attenzione di residenti e turisti a South Beach, una marea rossa fra la spiaggia e le palme. Sole e meteo non sono però quelli classici della Florida: il cielo è bianco e promette fulmini, tanto che la Fifa valuta un rinvio. Non servirà.
In tribuna solita carrellata di vip, compaiono anche Mick Jagger e David Beckham. Gli inglesi cercano di allargare il gioco, con la palla sempre sulle fasce, ma gli scandinavi chiudono con efficacia. L’afa taglia le gambe, ci sono 42 gradi percepiti. Ma dopo la prima pausa per bere, ecco che Schjelderup sorprende Pickford con un tiro-cross beffardo e teso. 

Prima dell’intervallo arriva il pari show di Bellingham: controllo orientato e sinistro violento. L’azione è contestata dai norvegesi: sul rinvio del portiere Nyland la palla sembra colpire la spidercam appesa sopra il campo, l’impatto pare cambiare la traiettoria, permettendo agli inglesi di recuperarla e segnare. Ma, secondo la Fifa, il sensore non ravvisa alcun tocco: tutto regolare, quindi.

Segna il bolognese Heggem, ma l’arbitro francese Turpin annulla per spinta di Haaland, che non incide mai. Ajer di testa centra una traversa a portiere battuto: brividi, nonostante lo stadio somigli sempre più a un forno. All’alba dei supplementari la chiude l’infinito Bellingham, ribadendo in rete una palla deviata male dal portiere Nyland. «Please don’t take me home» cantano i fan inglesi, che si augurano — così dice il coro — di finire tutta la birra della città. I baristi di Atlanta, in Georgia, dove si giocherà la semifinale, sono avvisati.

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