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Caterina Caselli, cosa fa oggi: l’addio al marito e il successo clamoroso (senza cantare)

Dalla hit “Nessuno mi può giudicare” alla guida di un impero discografico: Caterina Caselli oggi è una produttrice visionaria, segnata dal dolore per la morte del marito Piero Sugar.

Virginia Destefano

Social Media Manager & Copywriter

Una passione smisurata per le serie TV. Laurea in Cinema, Televisione e New Media, videomaking e scrittura sono il mio passatempo preferito.

Stasera – 27 febbraio 2026 – Caterina Caselli torna sotto i riflettori con il premio alla carriera al Festival di Sanremo. Un riconoscimento che celebra non solo la cantante simbolo degli anni Sessanta e Settanta, ma anche – e soprattutto – una delle figure più influenti dell’industria musicale italiana. Se il pubblico la ricorda per la frangetta bionda e per successi entrati nella storia della musica italiana, da oltre vent’anni la sua voce si è trasformata in intuito imprenditoriale. Oggi è infatti una delle produttrici più rispettate del panorama discografico italiano, capace di lanciare talenti e creare successi globali.

Caterina Caselli, da “Nessuno mi può giudicare” all’impero Sugar: cosa fa oggi

Tutto comincia nel 1966 con “Nessuno mi può giudicare”, brano destinato inizialmente ad Adriano Celentano e poi diventato il manifesto della giovane Caterina Caselli. Quel successo la consacra come icona pop, ma la sua vera rivoluzione arriva lontano dal microfono. Dopo il matrimonio con Piero Sugar, erede di una storica famiglia di editori musicali, Caselli entra progressivamente nell’azienda di famiglia. Insieme trasformano la CGD e poi fondano nuove realtà discografiche fino alla nascita della Sugar, oggi una delle poche major indipendenti italiane con un respiro internazionale.

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Il suo talento? L’orecchio da editrice. Capire, ascoltando un semplice provino chitarra e voce, quale potenziale possa avere una canzone una volta prodotta. È così che intercetta artisti destinati a lasciare il segno. Tra tutti, Andrea Bocelli: una scommessa controcorrente, criticata dai puristi ma capace di conquistare il mondo. Caselli ha saputo riconoscere in lui quell’”errore giusto” che rende un artista unico. Lo stesso fiuto l’ha portata a credere in Elisa, accompagnandola fino al trionfo con “Luce” al Festival di Sanremo 2001, brano fuori dagli schemi radiofonici ma destinato a diventare un classico. E ancora prima aveva lavorato a produzioni innovative come “Gloria” di Umberto Tozzi, capace di imporsi all’estero e di diventare una hit mondiale anche grazie alla versione inglese di Laura Branigan. Oggi Caterina Caselli non canta più, ma continua a incidere profondamente sulla musica italiana. Alla guida dell’azienda c’è il figlio Filippo, ma il suo sguardo resta vigile, curioso, proiettato verso il futuro.

L’addio a Piero Sugar e la forza di reinventarsi

Il lato pubblico della sua carriera si intreccia con una storia d’amore lunga oltre cinquant’anni. Caterina Caselli e il marito Piero Sugar si erano conosciuti poco dopo l’esplosione del suo primo grande successo e si erano sposati nel 1970. Un sodalizio sentimentale e professionale che ha costruito un pezzo importante della discografia italiana. La morte di Piero Sugar, avvenuta nella loro casa di Milano nel 2022, all’età di 85 anni, ha rappresentato un colpo durissimo. Figura centrale dell’editoria musicale, era figlio del fondatore delle Messaggerie Musicali e aveva guidato l’azienda di famiglia con visione internazionale.

Per Caterina Caselli è stato l’addio al compagno di una vita, ma non alla musica. La sua storia dimostra che il talento può trasformarsi, evolversi, reinventarsi. Da interprete ribelle degli anni Sessanta a imprenditrice capace di creare star globali, il suo percorso è unico nel panorama italiano.

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