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Poche occasioni, zero gol: Como e Inter si giocheranno la finale a San Siro

Finisce senza reti l’andata della semifinale di Coppa Italia: pericolosi Darmian e Valle in avvio di ripresa, ma la giocata decisiva non arriva

Il tema terrà banco fino alla sfida di ritorno, dove si saprà la finalista della Coppa Italia: lo 0-0 di stasera è figlio dei meriti tattici del Como o dei demeriti dell’Inter in fase di costruzione? La verità pende più dalla parte di Fabregas. La sterilità offensiva nerazzurra – alla terza partita dell’anno senza segnare – è diretta conseguenza del piano gara comasco, capace di creare almeno tre palle gol senza andare a dama (di Valle la più clamorosa) e di infastidire la manovra dell’Inter. Chivu torna ad Appiano con un risultato favorevole in vista del ritorno a San Siro del 22 aprile, mentre Fabregas si mordicchia le unghie. Ora dovrà puntare all’impresa.

TATTICISMI A casa Fabregas comanda lo studio. Negli ultimi giorni si sarà posto più volte una domanda: come te la giochi contro una squadra contro cui non hai né vinto né segnato neanche un gol in tre partite? Mettendo da parte le certezze. Così Cesc ha varato un Como imprevedibile con un piano tattico pensato ad hoc per l’Inter, scesa in campo con dieci giocatori diversi rispetto al 2-0 contro il Genoa (solo Carlos ha resistito). Difesa a quattro in fase di possesso – con Vojvoda ala e Valle a tutto campo -, e a cinque in ripiegamento, con Smolcic centrale. A centrocampo Sergi e Caqueret non danno punti di riferimento, mentre lì davanti Nico Paz arpiona palloni col petto quando c’è da tenere botta – soprattutto con Bastoni, fischiato a ogni tocco di palla – e scende a centrocampo per favorire l’inserimento degli esterni, altra chiave della partita. Fabregas ha impostato la sfida grazie ai lanci lunghi dei centrali e anche di Butez, uno che quando c’è da impostare si sostituisce ai palleggiatori.

IL COMO SPRECA Ne è uscito un Como proposito, bello da vedere, capace di mettere in difficoltà la costruzione nerazzurra con cambi di posizione continui, ma impreciso. Tre le occasioni migliori, due nel primo tempo e una nella ripresa: un sinistro di Paz neutralizzato da Martinez (di nuovo titolare in coppa), il mancino largo di Vojvoda dopo un bel dribbling dentro l’area – male Bastoni in marcatura, fischiato a ogni tocco di palla – e un destro di Valle da due passi finito sui cartelloni. La chance più importante della partita (disattento Bisseck qui). Lo spagnolo ha sprecato un cross rasoterra di Smolcic colpendo la sfera col piede debole. A referto anche un bel salvataggio di Carlos Augusto su Vojvoda nei primi 45’. Nella ripresa la partita s’è addormentata. Il Como ha mostrato prudenza affidandosi al contropiede e agli scatti di Diao, entrato a 20’ dalla fine. Per lui poco o nulla. Ultimo appunto: Paz da falso 9 è un’altra cosa, ma non in positivo. Suo l’unico tiro nello specchio della partita, comunque.

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INTER SENZA GOL Capitolo Inter: che partita ha tirato fuori? Grigia, come la nebbiolina lungolago che ti accoglie appena arrivi a Como. Forse per la prima volta in stagione la macchina da gol della – 64 reti in Serie A, 89 in stagione – non ha costruito occasioni di rilievo. Butez non s’è mai sporcato i guanti. Prima di stasera i nerazzurri erano rimasti a secco solo due volte, contro Milan (campionato) e Liverpool (Champions). Due le attenuanti: una formazione di seconde linee, con Diouf seconda punta, Frattesi mezzala, Darmian esterno… – e il derby di domenica prossima, dove Chivu può scappare a +13 e chiudere il discorso scudetto. Tuttavia, se l’Inter non ha fatto l’Inter è il merito è stato del Como e delle soluzioni da Fabregas, capace di imbrigliare una manovra rodata con piccoli stravolgimenti. Tra le buone notizie restano la mezz’ora di Dumfries, già rientrato contro il Bodo, e l’ora di Calhanoglu, al rientro dal 1’. L’avvicinamento al derby è sereno.

como-inter: la partita

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Il Como ha iniziato dal primo turno. Nell’ordine ha eliminato Sudtirol, Sassuolo, Fiorentina e Napoli, superato ai rigori al Maradona. L’ultimo precedente contro i nerazzurri in questa competizione risale al 1991. L’Inter invece ha cominciato il suo viaggio in questa Coppa Italia dagli ottavi di finale: nell’ordine ha eliminato prima il Venezia (5-1 a San Siro) e poi il Torino (2-1 a Monza). I nerazzurri hanno vinto nove volte il trofeo, l’ultima nel 2023.

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