Nuove regole Ue sulla CO₂: aumentano i costi dello shipping verso l’Europa

Con la copertura totale delle emissioni nel sistema Ets, i vettori ritoccano al rialzo i supplementi ambientali
Bruxelles – I costi del trasporto marittimo containerizzato in Europa sono destinati ad aumentare a seguito dell’entrata in vigore delle nuove regole Ue sulle emissioni di CO₂. Shipping Watch riferisce che diverse compagnie di navigazione hanno già annunciato un incremento dei supplementi ambientali per compensare l’aumento dei costi legati al sistema europeo di scambio delle emissioni (Ets).
Dal 1° gennaio l’Unione Europea richiede alle compagnie di coprire il 100% delle emissioni di CO₂ generate dalle navi che scalano porti UE, completando così il percorso di introduzione graduale della normativa. Nel 2025 era infatti richiesto il 70% della copertura, mentre nel 2024 solo il 40%.
In questo contesto, operatori come Maersk, Hapag-Lloyd, One e Hmm hanno adeguato i propri supplementi ETS o climatesurcharge, con variazioni che dipendono dalle rotte e vengono aggiornate su base trimestrale. Hapag-Lloyd ha indicato di prevedere un aumento medio intorno al 45%.
Le compagnie sottolineano che tali supplementi servono esclusivamente a coprire i costi dell’Ets e non hanno finalità di profitto. Per i container standard, i sovrapprezzi oscillano tra 30 e 60 dollari sulle rotte Europa–Nord America, mentre per i collegamenti tra Europa e Africa possono arrivare a circa 100 dollari. Il prezzo medio delle quote di CO₂ sul mercato europeo si attesta attualmente intorno ai 72,4 euro per tonnellata.
Il sistema Ets Ue copre ora interamente le emissioni dei viaggi all’interno dell’Unione, mentre per le rotte da e verso porti extra-UE è richiesta la copertura del 50% delle emissioni. Di conseguenza, i servizi che toccano porti europei risultano più penalizzati rispetto a quelli operanti esclusivamente fuori dall’Ue. Per mitigare l’impatto dei costi, diversi vettori hanno iniziato a impiegare navi più efficienti dal punto di vista energetico sulle rotte europee.
L’Ets per il trasporto marittimo è entrato in vigore il 1° gennaio 2024 e punta a ridurre le emissioni di gas serra rendendo la CO₂ più costosa e incentivando un minore utilizzo di combustibili fossili. Le quote acquistate devono essere consegnate all’Ue l’anno successivo alle emissioni: per esempio, le compagnie hanno dovuto presentare entro il 30 settembre 2025 le quote relative al 40% delle emissioni del 2024.
Secondo la Commissione Europea, oltre 3.300 compagnie di navigazione hanno già consegnato 35,6 milioni di quote, coprendo più del 99% delle emissioni richieste. In caso di mancata consegna nei termini previsti, è prevista una sanzione di 100 euro per ogni tonnellata di CO₂ emessa, oltre all’obbligo di fornire comunque le quote dovute.




