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Come ho scelto e acquistato (col brivido!) la barca nuova dei miei sogni

Il Beneteau Oceanis 46.1 “Superba” di Emidio Salvatorelli: in questo articolo vi racconta come ha scelto la sua barca nuova, che domande si è fatto, cosa ha “rischiato”.

Emidio Salvatorelli, oggi, è un felice armatore di un Beneteau Oceanis 46.1. La barca dei suoi sogni, quella definitiva, a lungo desiderata dopo una vita passata in mare. Meteor, Sangiovese, Arpège fin dalla fine degli anni ’60: poi gli acquisti di barche usate: un Comet 801, poi un Elan 33, un Bavaria 41H, fino ad arrivare a un Jeanneau 43. “Ogni barca è stata una fase della vita, ogni barca un modo diverso di navigare, ma anche di pensare”, ci ha raccontato.

Ecco il suo racconto di quando si è deciso a fare il grande passo e acquistare, per la prima volta, una barca nuova. Quella giusta per le sue esigenze: una testimonianza ricca di spunti, consigli e domande che dovete farvi se avete intenzione di comprare una barca nuova. E, soprattutto, col “brivido” a causa di un errore “millimetrico” in fase di consegna, che gli sarebbe potuto costare carissimo. 

La mia prima barca nuova

Per anni ho continuato a sognare. Ogni anno al Salone Nautico di Genova, a guardare le novità, a salire a bordo degli ultimi modelli, a immaginarmi altrove. I social e YouTube mi hanno accompagnato in questo sogno: cantieri, armatori, servizi, racconti di trasferimenti e di vite in mare.

Nel 2021 qualcosa cambia.
Il sogno inizia a prendere forma. All’inizio cerco una barca usata “fresca”. Mi affido ad amici broker, analizzo diverse offerte, ma nessuna mi convince davvero: le dotazioni NON sono quelle che cerco, le quotazioni non tornano. Inizio a vedere a visitare insieme alla mia compagna, barche nuove appena vendute, ascoltando le riflessioni di ciascun armatore.

Le domande che mi sono posto

A un certo punto mi fermo.
E invece di guardare le barche, mi faccio delle domande.

Quanto voglio spendere?
Che uso voglio farne: crociera o regata?
Dove voglio navigare?
Con quale equipaggio?
Voglio poter navigare anche di notte, in sicurezza?
Voglio navigare senza ogni volta cercare equipaggio?
Che dimensioni deve avere?
Di quali accessori ho davvero bisogno?
Quale modello, quale cantiere?
Una barca Bella!
In quale marina dovrà stare?
Dove farmela consegnare?
Come gestire il trasporto?

Il budget iniziale lo fisso a circa 300.000 euro, consapevole che sarebbe stato solo un punto di partenza. Quando inizi a scegliere gli accessori, il numero cambia inevitabilmente.

Come userò la mia barca nuova?

Poi arriva la risposta più importante: non voglio regatare. Le regate le faccio già per lavoro tutti i giorni.
In mare voglio altro.

Voglio uscire nei weekend, passarci del tempo, vivere il mare con calma, ascoltare il vento ed apprezzare gli orizzonti. Voglio usarla con la mia compagna, apprezzare la natura, fare uscite giornaliere in estate e in inverno quando il tempo lo permette, e trascorrere le vacanze estive in Croazia.
Voglio una barca che possa condurre da solo, anche di notte, in sicurezza.
Quando ormeggiamo, la mia compagna prende la cima con il mezzo marinaio: lo fa con naturalezza, con sicurezza. È in quei piccoli gesti che capisci se una barca è davvero quella giusta.

Le caratteristiche

Le caratteristiche diventano chiare.
Mi serve una barca comoda, spaziosa, sicura, che possa gestire da solo. Una barca simile all’ultima che avevo, di cui conoscevo bene pregi e difetti.

So anche cosa non voglio:
– non di colore blu, perché si scalda troppo;
– non teak in coperta, per lo stesso motivo;
– niente aria condizionata, che ruba spazio ai gavoni.

I miei accessori indispensabili

Voglio invece: elica di prua, avvolgifiocco e avvolgiranda, winch elettrici, bagni elettrici, serbatoi acqua supplementare, teak solo in pozzetto. Un motore più grande, 80 cavalli, elica abbatibile, elettronica completa B&G con GPS, stazione del vento, radar, AIS attivo e passivo, pacco batterie ridondante. Riscaldamento Webasto, plancia di poppa con telecomando.

Alla fine la scelta si cristallizza: Beneteau Oceanis 46.1, bianco, tre cabine.

La barca deve stare in Adriatico, in Abruzzo. Qui i porti hanno un problema cronico di insabbiamento e barche di certe dimensioni spesso non riescono a uscire. Per questo scelgo il pescaggio ridotto a 1,70 metri. Una scelta pratica, necessaria.

La consegna con il brivido

Resta la consegna.
All’inizio penso di farmela consegnare in Francia, a Port Fréjus, in Costa Azzurra. Avrei risparmiato sul trasporto e avrei potuto fare un trasferimento-vacanza unico, irripetibile. Avevo già studiato tutto su YouTube: tappe, rotte, tempi.

Poi la realtà si impone.
Serve troppo tempo, e il lavoro in quel periodo è intenso.
Decido quindi di farmela portare a Ravenna, integrando il costo del trasporto.

Quando il distributore italiano mi dà l’ok di barca pronta, saldo il pagamento. La barca è venduta da una SRL italiana. Faccio l’assicurazione anche per il trasporto dal cantiere in Francia al porto di consegna.
La società di trasporto viene scelta tra quelle di fiducia del cantiere.

Mi comunicano la data di partenza.
L’emozione è fortissima. So che serviranno alcuni giorni di viaggio.

Poi arriva la telefonata.

Il mezzo con la mia barca è stato sequestrato dalla Polizia Stradale ed è fermo in un’area di servizio, a dieci chilometri da Ravenna.

Sorpresa. Disperazione.
Corro sul posto.

Trovo il camion fermo, la barca sopra, immobile. Carico sotto sequestro giudiziario.
Avevano dichiarato una barca diversa: un 46 e non un 46.1, con misure differenti da quelle reali.
E l’autista non aveva la patente necessaria per quel tipo di trasporto eccezionale.

Il sequestro riguarda il mezzo e l’autista, non la barca.
La Polizia mi dice che potrei portarla via quando voglio, ma servirebbe un altro camion e una gru per il trasferimento.

La guardo. È già mia. Eppure è lì, ferma, esposta.
Chiedo al rivenditore di presidiarla: a bordo ci sono oggetti di valore.
Aspettiamo. Sollecitiamo più volte la Polizia Stradale. Restiamo lì, a controllare.

Dopo alcuni giorni arriva un nuovo autista dalla Francia.
La proprietà del camion paga una multa molto consistente. Finalmente ci permettono di spostare il carico.

Che cosa ho imparato comprando una barca nuova

Solo dopo realizzo davvero il rischio corso.
Un trasporto sì assicurato, ma con un autista non abilitato: in caso di danni, l’assicurazione non avrebbe mai rimborsato nulla.
E nemmeno la società italiana che mi aveva venduto la barca avrebbe potuto coprire il danno, essendo una SRL poco capitalizzata.

Emidio con la compagna, accanto alla sua barca dei sogni

Il sogno era salvo.
Ma mi aveva ricordato una cosa fondamentale: il mare insegna sempre, anche quando la barca è ancora su un camion.

Emidio Salvatorelli

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