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“La mia versione di Due Vite? L’ha amata anche Marco Mengoni e piace a tante persone, su 3mila commenti forse 500 sono negativi. Ma non immaginavo queste mazzate. Qui in Italia sono molto giudicata”: parla Laura Pausini

Dopo la co-conduzione del Festival di Sanremo la aspetta un tour in Europa, America Latina e Stati Uniti, che parte dalla Spagna, Pamplona, il 27 marzo. Che Laura Pausini sia la cantante italiana più amata nel mondo non serve ribadirlo a ogni pie’ sospinto eppure il suo Io Canto 2, o meglio il singolo La dernière chanson (Due vite di Marco Mengoni adattata in francese), le ha portato una marea di critiche social.

A Vanity Fair, Pausini dice: “L’ho amata molto, l’ha amata anche lo stesso Marco, e l’hanno amata tante persone: su 3mila commenti forse 500 sono negativi. Ma non immaginavo queste mazzate” . Non è riuscita a ‘farsele scivolare’ tutte: “Sono forte sul palco, però quando scendo non ho le spalle larghe e posso cadere“. La cantante spiega che la scelta dei brani è stata guidata dall’idea di fare un “progetto un po’ diverso da Io Canto (il Vol.I), che guardava più al passato; questa volta non volevo lasciare fuori la musica italiana degli ultimi anni. Infatti, ho provato a inserire un brano trap, ma non sono riuscita a trovarne uno adatto a me: è che devo identificarmi nel testo altrimenti non riesco a interpretarlo bene, e in quelli che mi piacciono mi sono sempre imbattuta in una parolaccia oppure in un riferimento sessuale o, ancora, in un’espressione provocante… Mi vergogno, non mi sento di cantare quelle cose lì, specie davanti a mia figlia(…)”.

Tra le cover c’è anche Una Storia Tra le Dita, di Gianluca Grignani e Pausini parla della bagarre nata con l’autore: “Quando è venuto a vedere un mio concerto a Milano nel 2024, gli ho detto che avevo cinque progetti in testa, che uno era Io Canto 2 e che avrei voluto iniziare proprio da La mia storia tra le dita (…) Lui ha detto ‘Tu sei la mia dea, lo sai che io sono da sempre tuo ammiratore…’. Era nel corridoio del forum di Assago davanti ai miei musicisti. Quindi mi sono buttata con entusiasmo. Poi, inutile girarci attorno, è montata la polemica, come se fosse un incontro di box. E adesso ci si aspetta un match a Sanremo perché Gianluca duetta con Luché”.

A proposito del Festival, dice che glielo propongono da anni (“il primo è stato un artista che stimo tanto, Paolo Bonolis, nel 2005”) ma non era pronta: “Sono passati anni sufficienti a capire che puoi sconfiggere alcune insicurezze solo attraversandole. E poi ci sono cose che mi hanno fatto sentire improvvisamente serena“. Eppure, Pausini è certa di una cosa: “La verità è che qui sono molto giudicata, e so anche il perché”. Quale? “Credo che la gente esiga sempre che io alzi l’asticella, è giustamente curiosa: ‘Che cosa ha fatto di speciale la Pausini?’. Avverto forte questa pressione, che forse non mi ha permesso nei miei 33 anni di carriera di sentirmi completamente libera. Però, sono successe due cose importanti. La prima: Carlo Conti mi ha trasmesso una calma che nessuno mi ha mai dato, nemmeno all’estero. Per lui è tutto facile: ‘Laura, andiamo lì, ci divertiamo, Dobbiamo solo stare con gli italiani e far sentire nuova musica’. La seconda cosa: subito dopo averlo incontrato di nascosto in un hotel a Roma, ho chiamato Pippo Baudo. Lui mi ha detto: ‘Ma ci stai ancora pensando? Sono anni che te lo ripeto, devi provare, sei pronta’. Quel giorno stava bene e ho avvertito una potenza in quella telefonata…”.

La cantante racconta che la sera stessa ha detto a Conti il sì definitivo: “La benedizione di Pippo è stata determinante, mi sembrava di chiudere il cerchio”. Sul palco vorrebbe “qualche nome femminile. E poi, vorrei Malgioglio, che mi ha scritto per farmi gli auguri, e Nino Frassica, anche se sono già stati invitati l’anno scorso: mi piacerebbe essere presa in giro da loro. Amerei Riccardo Rossi, Annie Mazzola, Katia e Valeria, Sabrina Impacciatore e Biagio Antonacci“. Quando sua figlia Paola sarà grande lei si “immagina ancora qui a rompere le scatole. Ma chissà come sarò? Magari come il mio idolo Ornella Vanoni, che è stata sempre una donna libera. Certo, aveva studiato, letto tanto, è andata oltre la musica e la tv… La prendo come un grande esempio”.

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