Il Como vola, è 4° da solo. Rosso esagerato a Wesley e la Roma perde

Giallorossi subito a segno col rigore di Malen, nella ripresa l’arbitro lascia ingiustamente in 10 la squadra di Gasp, che subisce le reti di Douvikas e Diego Carlos
A Como, il segreto è guardare oltre. Se ti affacci dalle tribune vedi scorci bellissimi tra lago e montagne e in campo i ragazzi di casa danno la sensazione di avere costantemente uno sguardo volto al futuro. Così come la società. Si respira innovazione. Oggi il treno per la Champions passa dal Sinigaglia e dà la sensazione di poterci stazionare per parecchio: il Como di Fabregas adesso è quarto da solo e può guardare Juve e Roma dall’alto. La vista è bellissima, bisognerà restarci. Cesc l’ha vinta con merito, incartandola a Gasperini e trovando i tre punti senza rinunciare a sperimentare. Ha cambiato tre volte sistema di gioco in 90 minuti, è passato da tre a quattro dietro e ha girato tre centravanti (solo uno di ruolo). Rimpianti, invece, in casa giallorossa. Seconda sconfitta consecutiva in campionato e un’altra occasione persa.
I gol Intanto i gol. L’episodio chiave arriva dopo sei minuti. Sergi Roberto sbaglia in fase d’impostazione e regala il pallone in area ad El Shaarawy. Diego Carlos prova a rimediare all’errore del compagno ed entra alla disperata, commettendo però fallo da rigore. Dal dischetto va Malen, glaciale. Pallone da una parte, Butez dall’altra. Settima rete in dieci partite per l’olandese. Nella ripresa Cesc cambia tutto. Rinuncia al falso nove e alla prima palla buona, è quello vero a pungere. Valle imbuca, la difesa giallorossa si perde Douvikas, che è bravo e lucido a infilare Svilar sotto le gambe. Parità. A 12’ dalla fine, poi, ecco il colpo che la ribalta. È Diego Carlos il più lesto in aerea e ribattere in rete una gran risposta di Svilar al tiro di Smolcic: 2-1. Vantaggio Como e Sinigaglia – oggi tutto esaurito – in festa. Cesc la chiama la Bombonera: non hanno smesso di cantare un secondo.
Rivoluzioni e tattica A casa Fabregas le parole d’ordine sono esperimenti e pressing. Due le chiavi tattiche principali. La prima, la difesa a 3. Atipica, anche qui. Merita una menzione la posizione di Ramòn. Lo spagnolo parte terzo di difesa e poi in fase di costruzione gioca da nove per tutto il primo tempo. Fa il braccetto e il centravanti insieme. Si stacca e si butta nello spazio, lo va a prendere Wesley che di fatto fa il centrale per inseguirlo. Un’impostazione di Guardioliana memoria. La seconda chiave sono i movimenti e il pressing. Il Como gioca a tutto campo: i difensori vanno nello spazio e i centrocampisti si ritraggono indietro. Avete presente il movimento di un’onda? Ecco. E nel mare si buttano tutti: Paz, Baturina, Caqueret e via dicendo.
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Grandi occasioni Da qui arrivano le occasioni. Dopo il gol di Malen, si gioca difatti a una porta. Il Como pressa altissimo. Sono duecento i recuperi offensivi completati in stagione. Altrettanti ne ha fatti soltanto la Roma. Oggi, però, il Como tiene il pallino del gioco. Le più grandi occasioni del primo tempo arrivano proprio da Paz e Ramon, i due falsi nove del pomeriggio. Nico prima esalta i riflessi di Svilar (15’) e poi spreca su assist di Caqueret sul finale di tempo, calciando alto a portiere battuto. In mezzo una chance per Ramòn: lo spagnolo, dopo il liscio di Ghilardi di testa, raccoglie una gran palla di Da Cunha a tagliare il campo e la devia in corsa. Pallone fuori di pochissimo alla destra di Svilar. Inizia la ripresa e via a nuovi cambiamenti. Cesc si rimette a quattro, prospettando un secondo tempo tatticamente più ordinato. Ma, anche qui, a fare la differenza sono le idee e i cambi tattici. Fabregas mette dentro Diao e Douvikas, rinunciando quindi al finto centravanti. E alla prima palla utile, il greco si fa trovare pronto. Hermoso se lo perde e lui, su lancio di Valle nello spazio, infila uno Svilar non perfetto (la palla gli passa sotto le gambe). Passano 5’ e per Gasperini piove sul bagnato. Wesley incrocia uno scatenato Diao – incontenibile sulla destra – e Massa gli mostra un secondo giallo tanto pesante quanto esagerato. Roma in dieci. D’ora in avanti è un assedio. Prima del 2-1, ma anche dopo. Il Como continua a giocare, punge e si diverte. Finale tra gli applausi a scena aperta e gli olé dei tifosi.
per la champions
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Como e Roma, 51 punti a testa, si sfidano oggi in una partita importante per la Champions. All’andata prevalse la Roma: il Como fu soffocato dalla pressione giallorossa e finì con le tensioni tra Mancini e Fabregas. Il Como sogna la prima volta in Champions, i giallorossi mancano da 7 anni. Nelle ultime 4 partite il Como ha rosicchiato 5 punti alla Roma, che domenica scorsa a Genova ha incassato la nona sconfitta in campionato. Gasperini recupera Mancini ma perde Ndicka. Il Como arriva da tre vittorie consecutive.
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