Dubbi sulla grazia a Minetti: dalla salute del figlio (conteso ai genitori naturali in Uruguay) alla storia con Cipriani, cosa è successo

Il bambino adottato da Minetti, ricostruisce «Il Fatto Quotidiano», non è orfano. Né è stato abbandonato dai genitori naturali. Il partner dell’ex igienista dentale, Cipriani, compare nell’archivio dello scandalo su Jeffrey Epstein sia per questioni economiche, sia per una frequentazione assimilabile all’amicizia
Da caritatevole storia all’insegna dell’umana compassione e buoni sentimenti — che insieme alla grazia presidenziale sembrava avere già il timbro della redenzione per la sua protagonista — la vicenda che ha liberato Nicole Minetti dalle altrimenti definitive pendenze giudiziarie sta virando sempre più verso quello che sembra invece un possibile esercizio di prepotenza economica e forse consapevole inganno per ottenere l’affidamento del bambino da accudire, in ragione dei cui problemi di salute l’ex ragazza simbolo dello scandalo Olgettine ha beneficiato del provvedimento ora rimesso in discussione dal Quirinale.
Gli atti del Tribunale di Maldonado in Uruguay citati dal «Fatto»
L’ultima rivelazione nell’inchiesta de Il Fatto sembra infatti svelare un vizio, tutt’altro che marginale, all’origine dell’intera procedura di adozione del piccolo da parte della ex igienista dentale di Silvio Berlusconi, di recente legata all’imprenditore Giuseppe Cipriani che è citato più volte negli Epstein Files.
Il bambino, uruguaiano, ha sofferto sì di una grave patologia che ha richiesto costose cure, ma non è orfano. Né è stato abbandonato dai genitori naturali. Anzi, dagli atti del Tribunale di Maldonado in Uruguay, consultati dal quotidiano, risulterebbe che Minetti ha fatto causa alla mamma e al papà biologici del bambino per togliere loro la potestà. Tanto da rendere il piccolo a tutti gli effetti un figlio conteso a suon di carte bollate fino alla definitiva assegnazione alla nuova madre nel febbraio 2023. L’intera procedura di adozione si sarebbe inoltre snodata su un percorso poco chiaro.
Giuseppe Cipriani jr e la tenuta di Punta del Este, in Uruguay
A questo punto è però forse necessario un riepilogo delle vicissitudini della ex consigliera regionale lombarda alla luce della sua relazione con l’imprenditore.
La loro frequentazione risalirebbe al 2012 e si sarebbe consolidata con la partecipazione di Minetti alle «feste» tenute nella tenuta di Punta del Este, in Uruguay, in un contesto e con ruolo assai simile a quello per lei già emerso dall’inchiesta giudiziaria Ruby Ter (dal nome della presunta nipote del presidente egiziano Mubarak — come sostenuto dalla stessa Minetti — che frequentava le «cene eleganti» del fondatore di Forza Italia).
Minetti e le ombre sollevate dalla magistratura uruguaiana
Minetti — condannata a 2 anni e dieci mesi per favoreggiamento della prostituzione nel capitolo precedente di quella inchiesta e a un anno e un mese per peculato nella cosiddetta Rimborsopoli lombarda — nella magione sudamericana avrebbe ritagliato per sé, secondo alcuni testimoni, un ruolo di coordinatrice e supervisore delle ragazze che la frequentavano, istruendone i modi e correggendone i look.
Nella lettura della magistratura uruguaiana, si tratterebbe di un presunto traffico di sesso a pagamento all’interno di un sistema di corruzione.
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Il rapporto tra Cipriani ed Epstein
Accuse tutte da provare, sulle quali però si allunga l’ombra di Cipriani, 60 anni, nipote ed omonimo del fondatore dell’Harry’s Bar veneziano celebrato da Hemingway e iniziatore di un impero economico fatto di cinque hotel di lusso tra New York e Ibiza e una ventina di bar e ristoranti.
Giuseppe Cipriani jr compare nello sconfinato (e ancora parziale) archivio dello scandalo su Jeffrey Epstein sia per questioni economiche (un locale aperto assieme a Londra), sia per una frequentazione assimilabile all’amicizia (ci sono mail in cui il finanziere lo ringrazia per l’ospitalità), sia anche per dialoghi più riconducibili al core-business del potere relazionale e ricattatorio di Epstein.
I finanziamenti della coppia al centro per bambini disagiati
In Uruguay, che frequentavano da qualche anno, Minetti e Cipriani diventano finanziatori di un centro per bambini disagiati, come quello che poi verrà adottato (la madre estremamente povera e di cui si sono perse le tracce, il padre detenuto).
Già nel 2021, senza averne titolo e dunque i documenti, l’aspirante genitrice col compagno lo avrebbero portato a operarsi a Boston con esiti che sono al centro dell’ultima e più rilevante questione in questa vicenda. La richiesta di grazia nasce su quel presupposto. Ma il bambino, che oggi ha 9 anni, è nel frattempo guarito o ha davvero ancora bisogno di essere seguito assiduamente dalla madre adottiva, tanto da riconoscerle il provvedimento che cancella le sue condanne?
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28 aprile 2026 ( modifica il 28 aprile 2026 | 18:54)
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