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Paolini-Kostyuk e Cobolli-Fery ai quarti di finale di Wimbledon in diretta: l’ucraina fa il break Live 2-4

Paolini eliminata, troppo divario con Kostyuk

(Gaia Piccardi) Un torneo pieno di buoni spunti, ripartire da Church Road si può. Due anni dopo la finale sui prati, Jasmine Paolini è estromessa dal torneo nei quarti dalla top 10 ucraina Marta Kostyuk, che non usa le buone maniere. Due cilindrate diverse, troppa la differenza tra una delle tenniste più hot (come il clima di Londra) del momento, vincitrice del Master 1000 di Madrid senza stringere la mano alla fine alla russa Andreeva, e l’azzurra intenta a rimontare mesi di appannamento: velocità di palla, pesantezza dei colpi, soluzioni nel braccio; tra Paolini e Kostyuk ci sono più di sei gradi di separazione, in questo momento. Però Jasmine ha ritrovato la vivacità dei piedi (tutto parte da lì), è tornata a coprire meglio il campo, arriva sulle palle dell’avversaria come due mesi fa non sarebbe successo. Il lavoro c’è stato, i progressi pure.
Però non basta. Davanti alla regina Camilla, sul centrale, Paolini regge l’urto dell’ucraina per quattro game, poi è sovrastata. Annulla una palla break, poi è inchiodata a fondo campo dall’ennesimo affondo di dritto di Kostyuk, che la sottopone a una pressione costante. Un secondo break decide il set, 6-3. E’ la resa: Kostyuk continua a macinare i suoi colpi, sui quali Jasmine arretra con una sensazione di impotenza. 6-2. L’ucraina può lanciare un urlo, forse pensando alla famiglia in pericolo a Kiev sotto i colpi dei droni russi. E’ lei la quarta e ultima finalista di Wimbledon, affronterà la ceca Noskova giovedì in semifinale, mentre Gauff sfiderà di muscolo la tecnica sopraffina di Muchova. Il tennis come forma di resistenza alla guerra, e di rinascita. Per Marta, ma anche per Jas.

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