Jannik vs Nole, tutte le emozioni di una sfida infinita che sta vincendo Sinner (ma l’ultima volta…)

L’incontro tra l’azzurro e il serbo vale la finale ed è il 12° scontro diretto tra i due campioni. Il conto negli Slam è al momento alla pari: ecco la storia dei precedenti
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10 luglio – 11:57 – MILANO
Se fosse il punteggio all’interno di un set, si tratterebbe del game decisivo: Sinner è avanti 6-5 nei precedenti contro Novak il cannibale. E ora, a Wimbledon, l’occasione per l’azzurro è ghiotta due volte: allungare nei testa a testa col serbo e soprattutto prendersi la seconda finale di fila sui sacri prati inglesi. Sinner-Djokovic è un’opera in undici atti (più tre non ufficiali): uno spettacolo visto sugli spalti di mezzo mondo e buona parte dei tornei Slam. Fino a tre anni fa i sorrisi verso il pubblico li sganciava solo il serbo: ora la musica è decisamente cambiata.
l’ultima sfida
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Zoom sull’ultimo incrocio prima di tornare indietro. Sinner-Djokovic, nel 2026, si è giocata una sola volta: all’Australian Open, e di nuovo in semifinale (il turno a cui ormai i due sono abbonati, per i loro confronti diretti a livello Slam). A Melbourne ne è uscita una sfida epica, da cinque set e molteplici ribaltoni; Jannik avanti 2-1 nel conto dei parziali e poi rimontato dall’immortale Novak. Una chiave di lettura? Le 16 palle break annullate dal balcanico su 18 concesse. Una mostruosità di resistenza, per Nole, e di rimpianti per l’azzurro, lasciato fermo al palo proprio sul momento di accelerare. Il serbo poi è caduto in finale contro Alcaraz. Sinner ha preso appunti e poi ha iniziato con l’indigestione di Masters 1000: Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma. Il miglior modo per rifarsi.
dalla davis in poi
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A Melbourne, con quella vittoria, Djokovic ha interrotto una lunga emorragia di sorrisi rispetto alle sfide con Jannik. Perché il serbo non lo batteva dal novembre 2023, ultimo atto delle Finals torinesi. Ma il passaggio di consegne era sostanzialmente arrivato giusto la settimana dopo, a Malaga; nelle Finals di Coppa Davis l’azzurro annullò tre match point per risalire poi la china e vincere in rimonta. Le sliding doors del tennis italiano, tornato ad alzare l’Insalatiera dopo 47 anni, e forse anche della carriera di Sinner. Si può fare, sembrava dire il sorriso dell’azzurro. Che aveva colto la sua prima vittoria in assoluto contro il serbo nelle Finals di Torino due settimane prima, ma si parlava di round robin e Nole si era poi vendicato in finale. Nella Davis invece no, non c’è rivincita. E l’Insalatiera, soprattutto, sa aprire lo stomaco come il migliore degli antipasti: da lì Sinner ha alzato il volume di un monologo furioso, andato in scena già al successivo Australian Open, in cui si è tolto la soddisfazione di battere Nole per la prima volta in uno Slam. In semifinale, ovviamente, come spesso accaduto. A proposito, com’è il conto delle sfide nei Major? Perfettamente in equilibrio: 3-3. Anche in quel senso, Wimbledon 2026 può far da crocevia.
i sorrisi di nole
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Fra gli acuti sinneriani più importanti, oltre alla Davis e all’Australia, va citato lo Slam londinese 2025: 6-3 6-3 6-4 in neanche due ore, forse la miglior prestazione in assoluto dell’azzurro contro il cannibale. L’antipasto della gustosa finale poi vinta contro Alcaraz. Djokovic, invece, ha accumulato spunte verdi in serie all’inizio degli incroci. Il primo assoluto risale a Montecarlo 2021: comoda vittoria in due set per il balcanico. Poi due affermazioni consecutive a Wimbledon: la prima in rimonta (Sinner era avanti di due parziali), la seconda gestendo dall’inizio. In mezzo qualche sfida non ufficiale, come quella del gennaio 2021 in Australia (esibizione preparatoria al Major di Melbourne) e soprattutto le due ricchissime partite in Arabia, durante il Six Kings Slam, entrambe vinte da Sinner.
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lezione
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Sinner-Djokovic, in una sola occasione, ha messo in palio il trofeo. Ma non era uno Slam; si trattava del Masters 1000 di Shanghai 2024, altra prova di forza di Jannik che pochi mesi prima da Nole aveva ereditato il numero 1 e in quel caso si è tolto la soddisfazione di battere il serbo davanti a Roger Federer. Che in tribuna applaudiva entrambi e veniva punzecchiato dal serbo: “Ci hai messo pressione da lassù, eh…”. La lezione più tagliente di Djokovic invece è arrivata sull’erba londinese, in quella vittoria a Wimbledon (edizione 2023) senza concedere un set e soprattutto commettendo la metà degli errori gratuiti. Il vero termometro della crescita di Sinner nei big match forse segna un prima e un dopo quella sfida. Ma l’azzurro, del resto, aveva già preso appunti dopo la prima sfida assoluta a Montecarlo: “Contro Djokovic ogni palla torna indietro, si muove in modo impeccabile. E giocare contro lui è una lezione ogni volta”. Ora in cattedra siedono uno accanto all’altro.
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