Sigilli al Pura Vida, sos di Filosini: “Mezzi di primo soccorso ancora bloccati, ma previste mareggiate”

Si arricchisce di un nuovo, teso capitolo la complessa vicenda giudiziaria e amministrativa che coinvolge il “Pura Vida”, nota struttura balneare di Santa Marinella. Da tempo al centro di un provvedimento di sequestro preventivo eseguito dalla Capitaneria di porto di Civitavecchia su mandato della Procura della Repubblica, lo stabilimento ha ottenuto nei giorni scorsi un dissequestro parziale. Le autorità hanno restituito all’uso degli utenti le zone d’ombra, i lettini, il chiosco e i serbatoi dell’acqua. Resta tuttavia congelata, e sotto sigilli, la dotazione dei mezzi di primo soccorso: una decisione che ha scatenato la dura reazione di Federico Filosini, presidente del circolo di surf Playa Pura Vida e titolare della concessione demaniale della struttura.
L’allarme sicurezza
La mancata restituzione delle dotazioni di salvataggio rischia di trasformarsi secondo Filosini in un’emergenza concreta per la pubblica incolumità, specialmente alla luce delle previsioni meteo marine delle prossime ore con probabili mareggiate. L’istanza presentata dai legali della struttura per riottenere i mezzi di salvataggio non ha ancora ricevuto risposta, lasciando gli operatori nell’impossibilità di garantire i presidi standard di sicurezza in un momento critico.
“Purtroppo la burocrazia rischia di mettere in pericolo la vita dei bagnini e dei bagnanti” – dichiara con forza il concessionario Filosini. “Domenica è prevista una forte mareggiata, speriamo che chi di dovere risolva il problema. Noi abbiamo chiesto al Comune la possibilità di utilizzare il quad e la moto d’acqua perché altrimenti ci troveremo in grosse difficoltà nel fare il servizio di primo soccorso, viste le problematiche che interessano quella spiaggia”.
La denuncia: “Due pesi e due misure”
Il caso Pura Vida, tuttavia, non si limita alla gestione dell’arenile. Il concessionario solleva una dura polemica legata alla presunta disparità dei controlli e dei criteri autorizzativi su quel tratto costiero. Un video-denuncia girato nei giorni scorsi mette in luce un cantiere edile in piena attività a pochi metri dalla struttura balneare parzialmente “congelata”; un cantiere dove sarebbero in corso i lavori per la realizzazione di una villa privata. Mercoledì il cantiere è stato oggetto di un controllo da parte dei Carabinieri, il cui esito non è ancora noto, intanto però Filosini attacca: “Ci sembra assurdo che a noi ci controllano continuamente, mentre a pochi metri dalla nostra attività si autorizzino case e ville. A noi, per mettere una tavola sulla spiaggia ci chiedono mille autorizzazioni e ci impongono che sia amovibile. A pochi metri da noi invece accade ben altro”.
Esposto e denuncia ai Carabinieri e a Roma, con circa 800 firme
La protesta dei gestori e dei frequentatori del Pura Vida è passata dalle parole ai fatti. “Ho presentato un esposto denuncia ai Carabinieri e presenterò un esposto formale anche a Roma, sostenuto dalla firma di circa 800 cittadini e clienti dello stabilimento“. L’obiettivo è duplice: ottenere la riapertura a pieno regime dell’attività e ottenere risposte circa le opere edilizie circostanti.
Le tappe della vicenda
La vicenda dello stabilimento balneare Pura Vida di Santa Marinella si articola attraverso tappe precise che vedono contrapporsi le autorizzazioni comunali, i provvedimenti della magistratura e le proteste dei gestori.
Il sequestro preventivo
Nei primi di giugno l’estate sul litorale viene interrotta da un provvedimento di sequestro preventivo ordinato dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia ed eseguito dalla Capitaneria di Porto. I sigilli colpiscono la struttura, bloccando il posizionamento di ombrelloni, lettini e l’operatività dello stabilimento. Il titolare Filosini contesta da subito la decisione, definendola un “paradosso burocratico” poiché, sostiene di essere in possesso di regolari licenze comunali.
L’allarme tra gli operatori balneari
Il sequestro innesca una forte preoccupazione tra tutti i balneari di Santa Marinella e Santa Severa. Gli imprenditori del settore temono che il provvedimento non sia un caso isolato e che possa fare giurisprudenza, mettendo a rischio l’intera stagione turistica ed economica del comprensorio costiero.
Il dissequestro parziale
A inizio luglio la Capitaneria di Porto esegue un dissequestro parziale. Tornano a disposizione degli utenti le zone d’ombra, i lettini, il chiosco e i serbatoi dell’acqua, permettendo una parziale ripresa delle attività.
Il blocco dei mezzi di soccorso e la mobilitazione
Nonostante la parziale riapertura, i mezzi di primo soccorso restano sotto sigilli. La mancata risposta all’istanza dei concessionari per sbloccare le dotazioni di salvataggio spinge Filosini a denunciare i rischi per l’incolumità pubblica in vista di una grossa mareggiata prevista per questo fine settimana. Per sbloccare la situazione il gestore ha deciso di presentare un esposto – denuncia ai Carabinieri e a Roma supportato da circa 800 firme di cittadini e clienti, denunciando anche la disparità di trattamento rispetto a un vicino cantiere per la costruzione di una villa.
Saranno ora le autorità competenti a fare chiarezza sull’intera vicenda.
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