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Venezuela-Usa, le notizie in diretta | Nyt: «Retromarcia del Dipartimento di Giustizia Usa: non c’è un “cartello Maduro”». Trentini, l’ambasciatore: «Siamo nel pieno delle trattative»

Ora prigionieri politici sperano in amnistia generale

In Venezuela, le famiglie dei prigionieri politici sperano che la nuova situazione politica nel Paese dopo la cattura e l’arresto del presidente Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti porti alla loro liberazione. In questo contesto, scrive El Pais, si sta tornando a prendere piede l’ipotesi di un’amnistia generale. «La situazione è confusa, ma al tempo stesso promettente», riporta El Pais da Caracas, riferendo che «in questo momento, sono in corso sforzi ai massimi livelli per cercare di portare la questione in primo piano». Secondo alcune fonti, presidenti, ministri, ex presidenti e altre figure influenti stanno facendo appelli in questo senso mentre si sono mobilitate anche le famiglie dei prigionieri. 

Il primo a parlare, poche ore dopo la caduta di Maduro, è stato Edmundo Gonzalez, il candidato che, secondo gli osservatori elettorali e le organizzazioni internazionali, ha vinto le ultime elezioni presidenziali nel luglio 2024. «La vera normalizzazione del Paese sarà possibile solo quando tutti i venezuelani privati della libertà per motivi politici saranno liberati, veri e propri ostaggi di un sistema di persecuzione», ha affermato Edmundo. Una delle prigioniere più note è Rocio San Miguel, prestigiosa analista ed esperta dell’esercito bolivariano. È stata arrestata nel febbraio 2024 con l’accusa di aver preso parte a un complotto per assassinare Maduro, un’accusa che le organizzazioni per i diritti umani considerano falsa. «Speriamo che venga rilasciata presto. È tutto un po’ confuso, ma crediamo che sia il momento giusto perché ciò accada», ha dichiarato Mini Diaz Paruta, sua cognata. Le Ong per i diritti umani contano quasi 1.000 prigionieri politici in Venezuela e ne hanno chiesto il rilascio immediato come primo passo verso una transizione politica. 

Le carceri venezuelane sono diventate sovraffollate di prigionieri politici nell’ultimo decennio, il periodo di maggiore tensione politica sotto l’amministrazione Maduro. Tra i prigionieri più emblematici ci sono gli attivisti per i diritti umani Javier Tarazona, Carlos Julio Rojas, Eduardo Torres e Kennedy Tejeda, oltre a San Miguel. Tra questi, anche politici come Nicmer Evans, nuovamente incarcerato poche settimane fa. Freddy Superlano e Juan Pablo Guanipa, stretti collaboratori della leader dell’opposizione e premio Nobel Maria Corina Machado, sono incarcerati insieme a oltre 130 membri del suo partito politico. L’Ong “Justice, Encounter, and Forgiveness” ha affermato che, data la situazione attuale, «che potrebbe aprire la strada a un processo di transizione in Venezuela», un punto di partenza per la democratizzazione del Paese sarebbe il pieno rilascio di tutti i prigionieri politici, sia civili che militari. Nelle carceri venezuelane, dal novembre 2024, si trova anche il cooperante italiano, Alberto Trentini, che lavorava nel Paese per la Ong Humanity & Inclusion.

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