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Pio, servono i gol: senza la ThuLa ora l’Inter aspetta il migliore Esposito

La punta guida l’attacco nerazzurro dal ritiro in Germania ma è a secco dal 22 luglio: in attesa dei big Chivu gli chiede di incidere

7 agosto – 10:04 – PERTH (AUSTRALIA) 

Cinque gol nella prima partitella in Germania, poi più nulla; tre amichevoli senza segnare. Non c’è nessun allarme, ci mancherebbe, a metà della preparazione estiva. Ma Pio Esposito deve scaldare in fretta i motori perché comincerà quasi certamente il campionato da titolare: Chivu ha chiarito che Lautaro e Thuram, con ogni probabilità, salteranno il debutto del 22 agosto col Monza per mancanza di benzina. L’Inter non vuole rischiare i suoi assi, che torneranno ad allenarsi con i compagni soltanto la settimana prossima, quindi dopo il rientro dall’Australia. E allora tocca a Pio, mai così responsabilizzato dal ritorno alla casa madre: i suoi gol servono subito. Magari già domani nel test contro la Juve, giusto per ritrovare fiducia e familiarità con la materia preferita. 

Rodaggio

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Esposito ha un fisico imponente, quindi entra in forma più lentamente rispetto a compagni come Dimarco e Barella, due leader dello spogliatoio che lo stanno accompagnando con pazienza nel percorso di maturazione. Non c’è insomma motivo di preoccuparsi del suo rendimento sotto porta: contro il City, nei primissimi minuti del test di Hong Kong, ha sbagliato un gol facile proprio per stanchezza, perché non è riuscito ad arrivare con i tempi giusti sulla deviazione ravvicinata. In un altro momento avrebbe sicuramente festeggiato una rete. E poi l’astinenza è un discorso di reparto, non di singoli: nel precampionato finora, ad eccezione del 16-0 nella Foresta Nera contro i dilettanti dell’Aasen, hanno segnato 2 gol Diouf e uno a testa Pavard e Dimarco. Gli attaccanti sono a zero anche perché, a parte Pio, non hanno praticamente giocato: Bonny ha esordito nel secondo tempo del derby contro il Milan, dopo pochi giorni di allenamento, mentre i giovani Iddrissou, Lavelli e Mosconi hanno fatto quello che potevano. E’ lecito immaginare che con Lautaro e Thuram l’Inter ricominci a produrre giocate, occasioni e gol in quantità soddisfacente. 

Il suo anno

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Però adesso Esposito può e deve sfruttare la sua grande opportunità. Per sé, per la squadra e persino per la nuova Nazionale di Roberto Mancini che si affida alla sua freschezza, alla sua irruenza, per superare le proprie paure. Non è un mistero che l’Italia, alla prima del nuovo corso in Nations League contro il Belgio, voglia valorizzare al massimo i propri giovani migliori: Pio è un 2005 come Palestra e potrebbe essere subito titolare accanto a Moise Kean. Sarebbe anche il giusto riconoscimento per un centravanti che ha segnato i due gol delle amichevoli sperimentali di giugno, agli ordini del ct reggente Silvio Baldini. 

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Verso la firma

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Intanto Pio si prepara a firmare il nuovo contratto, che sarà adeguato nello stipendio e prolungato fino al 2031, il massimo consentito dai regolamenti, proprio come è successo a Bisseck nei giorni scorsi. La tavola è già apparecchiata, bisogna solo incontrarsi e sedersi al banchetto per alzare i calici. Succederà verosimilmente intorno a Ferragosto. L’intuizione di Marotta e Ausilio, che lo blindarono lo scorso anno dopo i 19 gol segnati in serie B con lo Spezia con un quinquennale da 1 milione netto a stagione, è stata utile ad allontanare ogni ipotesi di addio. Il ritocco sarà molto di più, una specie di promessa di fedeltà reciproca, visto che gli emolumenti verranno quasi triplicati. Era ciò che voleva il giocatore, nato calcisticamente all’Inter e felice di lavorare con il maestro Chivu, e quello che speravano i tifosi, ormai stregati da questo giovane corazziere che ha saputo conquistarsi con tenacia ogni singolo metro di campo. Pio è lo spot vivente di un vecchio principio meritocratico: il lavoro paga.

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